La demoniaca presenza in via Cesare

presenza

Ad essere sinceri Bernadette non era quello che si potrebbe definire comunemente una ragazza carina o piacente, la natura non era stata del tutto generosa con lei, tuttavia non si poteva nemmeno definire brutta nel senso completo del termine, aveva solo quell’aspetto un po’ scialbo e sciatto che di solito spinge questo tipo di persone a intraprendere percorsi di vita piuttosto alternativi, per esempio andando a fare volontariato in Africa, dove laggiù solitamente nessuno (o quasi) li giudica per l’aspetto, ma al contrario sono ben visti per il loro buon cuore, perpetrando una carriera da infermieri oppure scegliendo di andare a vivere negli istituti religiosi assieme ad altre giovani dai lineamenti poco soavi e aggraziati.

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impermeabile gero marino

L’IMPERMEABILE – Gero Marino

La certezza è una cosa che lascio agli ignoranti, ossia la maggior parte degli uomini e delle donne che popolano quest’angolo di pianeta. Non lo so se li incontro tutti io, se ho una calamita che li attira o se è solo una coincidenza, so soltanto che chi ha un briciolo di intelletto normalmente è pieno di dubbi e non di certezze. Di una cosa, però, sono sicuro: essere ricchi alla fine stanca. Incredibile, vero? Non è una stanchezza fisica, quello di cui sto parlando, tipo qualcosa che non puoi sostenere e che ti spinge a mollare tutto, ormai senza i miei soldi non saprei più vivere. Diciamo che è più una stanchezza fatta di routine, di cose già viste, posti frequentati, gente avvilente. Così, di punto in bianco, decido di mollare tutto e uscire dal mio solito giro. Non è una cosa semplice da fare, specie se abiti a New York, ti chiami Peter Kowalski e sei milionario da far schifo. Prima di tutto è bene fare alcune premesse: (altro…)

IL PAZIENTE W117

IL PAZIENTE W117: questo lo straordinario racconto dello scrittore Gero Marino che allieterà la domenica dei lettori…

IL PAZIENTE W117

IL PAZIENTE W117

Dal diario di Irina Pavlov, 15 maggio 2016.

Oggi mi trovo a scrivere una delle pagine più complesse e stravaganti di tutta la mia vita. Da quando ho intrapreso la carriera di neuropsichiatra, ne ho visti di casi strani, anzi, fino adesso a quarantasei anni suonati pensavo di averli visti proprio tutti, ma mi sbagliavo. Credo di averlo già scritto un centinaio di pagine addietro di aver preso a cuore questo mestiere a causa di mia sorella maggiore, (altro…)