Le cose che ho imparato nella vita…Abbiamo tempo.

Le cose che ho imparato nella vita.
ABBIAMO TEMPO

Le cose che ho imparato nella vita

Abbiamo tempo per ogni cosa.
Per dormire, per correre a destra e a sinistra,
per pentirci d’aver sbagliato e sbagliare ancora una volta,
per giudicare gli altri e assolvere noi stessi,
abbiamo tempo per leggere e scrivere,
per correggere ciò che abbiamo scritto, per pentirci di ciò che abbiamo scritto,
abbiamo tempo per fare progetti e non seguirli,
abbiamo tempo per farci illusioni e rovistare tra le loro ceneri in seguito.
Abbiamo tempo per le ambizioni e le malattie,
per incolpare destino e dettagli,
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Premio per i “poeti a tema”

L’ idea di scrivere delle poesie “a tema” è nata per caso, parlandone con i numerosi poeti che popolano la nostra pagina Facebook.
Non un vero concorso quindi, ma un modo per confrontarsi, e diciamolo pure, una scusa per scrivere.
Siamo solo al secondo tema, ma vorremmo che un pensiero speciale accompagni la vostra mano ed il vostro cuore mentre scrivete: ci sarà un premio finale!
Quale?

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Cosa pensano i lettori?

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“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra- che già viviamo- e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”  (Cesare Pavese)

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Le “Lettere d’amore nel frigo” di Ligabue

“Lettere d’amore nel frigo” è il titolo di una raccolta di poesie pubblicata da Luciano Ligabue.

Poesie? Ligabue? Ma non è un cantante rock? Beh, a parte che dovrebbe essere definito un cantautore, comunque si…proprio lui. 77 poesie, divise in 7 sezioni che hanno semplicemente il numero come titolo. Essenzialità prima di tutto. Ammetto che è stata un sorpresa inaspettata la bellezza di queste poesie. Un giorno entrando in libreria per cercare una antologia di poesie di Leopardi, ho visto un sottile libro dalla copertina rossa, con uno strano e magnetico titolo e il nome dell’autore che certamente non mi era nuovo, solo faceva strano a vederlo tra Leopardi e Luzzi. L’ ho preso, mi sono diretta alla cassa avendo letto già l’introduzione di Nico Orengo e la quarta di copertina. Arrivata a casa non vedevo l’ora di leggerlo tutto.

Non vi aspettare di trovare il “solito” Ligabue. Queste non sono canzoni senza musica, queste sono poesie: intuizioni, sensazioni, flash, colori, sapori, tagli. Il lessico è accurato e la metrica a volte rispetta rime e assonanze, altre volte si scioglie in versi più che liberi. Non tutte hanno attratto la mia attenzione subito…alcune sono entrate nella mia anima come fossero schegge impazzite, perchè forse proprio li dovevano arrivare. Altre ho dovuto leggerle molte volte per riuscire a carpirne il senso ultimo.

In queste liriche c’è molto più Luciano che Ligabue…quell’uomo nato a Correggio 54 anni fa, alle 11 e 40 in via Santa Maria. C’è quell’uomo che è padre due volte, ha un matrimonio fallito alla spalle, tanti incontri, una nuova convivenza. Quell’uomo che ha visto nascere il primo figlio e il suo primo film insieme, e ha visto morire il padre mentre coronava il successo del suo secondo lungometraggio. C’è quello’uomo che ha sbagliato, che ha sofferto, ha sopportato le separazioni, le umiliazioni, che ha goduto del suo successo ma è rimasto umile. C’è quell’ uomo che ama il cinema, la fotografia, gli anni ’70, ama leggere, documentarsi, osservare.

Tutto prende vita nelle poesie di Ligabue, tutto ha un profumo, una dimensione, un colore, un peso. Anche dietro l’immagine più buffa o grottesca c’è qualcosa che pulsa di significato o vita. Non provate a leggere questi versi immaginadoveli cullati da una delle melodie “alla Ligabue”…perdereste la bellezza sporca di ciò che vi è scritto. Ogni parola, ogni verso, ogni a capo è pensato e scritto per dare il giusto ritmo, il giusto modo, il giusto tempo all’emozione.

Marianna Di Pietro