Steinbeck, Furore

Il “Furore” di John Steinbeck

Il romanzo “Furore” parla dell’odissea della famiglia Joad, una famiglia di contadini costretta dalla miseria e dalla fame a lasciare l’Oklahoma per raggiungere la lontanissima California alla ricerca angosciosa di un lavoro e di un posto do vivere, è una vera e propria esplorazione dell’inferno: l’inferno sociale e morale di un America stremata in cui pochissimi profittatori accumulavano sporche fortune grazie allo sfruttamento inumano e violento di masse sempre più grandi di agricoltori e mezzadri ridotti sul lastrico; e in cui ogni tentativo di ribellione veniva soffocato nel sangue da un potere che la malavita andava velocemente e massicciamente  sottraendo agli organi istituzionali.
La sconfitta dei Joad e di Tom, il figlio più consapevole e coraggioso, è una sconfitta senza riscatto, che tuttavia lascia intravedere, nelle forme di spontanea e irriflessa solidarietà capaci di svilupparsi fra le vittime, la traccia ancorché labile di una speranza: esigua, certo, e rischiosa, e persino patetica; ma comunque ferma a testimoniare, pur dentro l’inferno , una ineliminabile possibilità di bene.

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