Frasi d’amore per San Valentino tratte da libri famosi

Frasi d’amore per San Valentino tratte da libri famosi: semplici riflessioni nei giorni più romantici dell’anno.

Frasi d'amore per San Valentino tratte da libri famosi

– Perché mi fai soffrire?
– Perché ti amo.
Ora era lui ad arrabbiarsi: – No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.
– Chi ama vuole solo l’amore, anche a costo del dolore.
– Mi fai soffrire apposta, allora.
– Sì, per vedere se mi ami. (altro…)

Pablo Neruda

Pablo Neruda, Non t’amo se non perchè t’amo

Pablo Neruda, Non t’amo se non perchè t’amo

Ci avviciniamo all’appuntamento dell’anno con l’amore e non potevo non considerare Pablo Neruda, il poeta che tratta la materia come fosse materia divina, scusate il gioco di parole!

“Non t’amo se non perché t’amo
e dall’amarti a non amarti giungo
e dall’attenderti quando non t’attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.

Ti amo solo perché io ti amo,
senza fine t’odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.

Forse consumerà la luce di Gennaio,
il raggio crudo, il mio cuore intero,
rubandomi la chiave della calma.

In questa storia solo io muoio
e morirò d’amore perché t’amo,
perché t’amo, amore, a ferro e fuoco.”

Se fosse stato ancora in vita, avrebbe sicuramente detto che le sue poesie migliori trattano di natura sociale, invece,  possiamo dire che Pablo Neruda è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per la sua poetica carica d’amore.

Questa è la mia preferita in assoluto, la conosco a memoria sin dall’adolescenza. Ciò che mi piace è come descrive  e ripete le parole “ti amo”. E quando la leggevo in gioventù speravo di provare un “ti amo” così forte. Tutto sommato lo devo ringraziare. E il “ti amo” oggi è proprio così.

Nei primi versi è palese l’importanza dell’attesa, aspettare l’arrivo della persona amata è un cocktail di emozioni, ti prepari per ore, sorridi e fantastichi sul tempo da trascorrere insieme, hai paura che la tua storia possa finire quindi cerca di godertela il più possibile, oppure addirittura stai male! Tutti questi stati d’animo crescono e crescono fino ad implodere nel momento dell’incontro.

Nella seconda strofa parla di odio, l’odio è consequenziale all’amore, è implicito nell’amore. Quante volte abbiamo amato e odiato. E abbiamo litigato, sbraitato o addirittura evitato un saluto per odio, o meglio per amore. Poi dice “la misura del mio amore è non vederti e amarti come un cieco”. A chi non è capitato? Essere distanti e non vedersi oppure stare a pochi metri l’uno dall’altro ma non potersi vedere. E’ questa la cecità dell’amore.

Allora si trascinano intere stagioni, fino ad arrivare a Gennaio dove c’è poca luce, le giornate sono corte e la pazienza è sempre minore. E così questa attesa, che non sai se finirà e come finirà diventa impavida. Diventa pazzia e malattia.

Poi la poesia culmina, termina, tracolla in “t’amo a ferro e fuoco”. Il mio ti amo a tutta passione. Indelebile ed incurabile.

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Marina Arnone

Ti guardo da quassù di Elena Rose.

Ti guardo da quassù di Elena Rose.

“La testa le diceva di scappare da quei disarmanti occhi blu, ma il cuore scelse di seguire un’altra via.” .

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Oggi vi presento Elena Rose. Il suo romanzo d’esordio è una storia emozionante che racconta come l’amore può curare le crepe di un’anima ferita.
Conosciamo l’Autrice:
Elena, cosa ci racconti di te?
Sono una ragazza di 21 anni che divora i libri e ama immergersi nei romanzi. Ho scoperto la mia passione per la scrittura qualche tempo fa grazie al mio blog, ne ho ricavato talmente tante soddisfazioni che ho voluto fare di più.
Mi sono messa alla prova con qualcosa di più impegnativo e ho scoperto che amo scrivere romanzi.Tutti i miei cari mi sono sempre stati vicini e sono loro che, nella maggior parte dei casi, ispiravano i miei scritti.
Sono una ragazza semplice che ha il vizio di mangiucchiarsi le unghie.
Mi piace sognare e di sogni nel cassetto ne ho parecchi, forse troppi. (altro…)

innamorarsi a parigi

Innamorarsi a Parigi

In “Innamorarsi a Parigi” Rosa Ventrella ci racconta una storia che lascia spazio a romanticismo e malinconia, una storia che potrebbe terminare in tanti modi ma, alla fine, ci si rende conto che le cose non potevano andare diversamente. Un po’ come succede con le storie vere. Fanno giri infiniti e poi ritornano.

Questo è un po’ ciò che succede a Giulio, un ragazzo che vive a Parigi negli anni ’30 e che la sera del suo debutto musicale al De Luxe incontra una donna, Annette, che lo rapisce. Ben presto il ragazzo capisce di conoscere quella donna. Si tratta di Annina. Giulio ricorda: si erano conosciuti da bambini al porto di Marsiglia, quando entrambi stavano emigrando in Francia con le proprie famiglie. I loro sguardi si erano persi in quella folla di emigranti, per poi ritrovarsi, da adolescenti, di fronte a un bordello fatiscente dove abitava la ragazzina. Ma ancora una volta i due si perdono di vista, nel tran tran delle vite altrui, quando un giorno Annina lascia il quartiere senza una parola. Ora Giulio la incontra nuovamente. Questa volta Annette è ormai una donna, con le stesse gambe lunghe e con lo stesso velo di tristezza negli occhi, che canta e balla sinuosamente al De Luxe, incantando tutti gli uomini.

Annina si era trasformata in Annette e si era beffata del destino, della vita, della fortuna che non avrebbero mai scommesso su di lei, quella mattina brumosa in uno squallido porto, ad attendere il nuovo corso dei nostri destini di bambini. Annina, aveva vinto la sua partita.

I due prendono a frequentarsi e in Giulio si risveglia quel sentimento che aveva tenuto dentro di sé per anni, senza forse pensarci. E poco importa se c’era già del tenero tra la ragazza e Antonio, fratello di Giulio. Tutto cambia tra i due quando il ragazzo, dopo la morte improvvisa della madre, decide di tornare a Peschici, in Italia, suo paese d’origine dove vive la famiglia del padre, nel tentativo di ritrovarsi e di riprendersi dopo una perdita così importante.

Può un incontro cambiare la vita? Può una persona cambiarti qualcosa dentro? A volte. E Giulio ne è la prova. Eppure quella persona così importante continua a sfuggirgli, ogni volta. E Parigi, città piena e in costante movimento, sembra essere lo scenario ideale di questo continuo perdersi.

“Innamorarsi a Parigi” è un romanzo ricco di sorprese che tratta diverse tematiche. L’amore, la famiglia, il rapporto fraterno, il ritorno alle origini, il crescere e l’imparare a conoscersi per davvero di fronte alle difficoltà che la vita ci presenta.

KUNDERA

L’identità, due facce della stessa medaglia

L’identità è un’ossessione nella misura in cui ci sfugge. “L’identità” di Milan Kundera è incentrato sulle assenze, sull’incapacità del corpo di identificare l’Io, sulla scomparsa dell’amicizia e dell’amore come conseguenza dell’indebolimento personale – o forse è vero il contrario? È costellato di domande fondamentali, è un grande, gigantesco, infinito incubo.

La protagonista femminile è Chantal, madre di un figlio perso a pochi mesi dalla nascita. Il bimbo mai cresciuto – ci racconta un’alta, distante, quasi asettica voce narrante – è per lei un peso e una fortuna: quella piccola morte ha rappresentato per lei la possibilità di costruirsi una vita nuova, che forse le assomiglia di più, quella con Jean Marc. Compagna libera, intelligente, apparentemente soddisfatta. In Chantal rimane però un certo senso claustrofobico, che a volte prende le fattezze della paura della vecchiaia, in altre le sembianze dell’isolamento: due facce della stessa medaglia. Chantal vive ora la scelta di accasarsi con Jean Marc come la realizzazione di una possibilità che recide ed esclude ogni altra, come la fine della libertà e delle occasioni di essere se stessa, di esserlo al di fuori di quella sola, unica, costante, realtà determinata dalla scelta. Questo senso di disagio, diventa soffocante quando, durante un week-end, Chantal giunge a un’assurda, laconica, conclusione: gli uomini non si voltano più a guardarla. Questa banale constatazione è sufficiente per avvicinare in modo incredibilmente potente l’idea della vecchiaia, dell’annullamento: di lei, delle sue possibilità e del suo corpo. (altro…)