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Autopsia letteraria

Recensione I SOMMERSI E I SALVATI di P. LEVI. EINAUDI

Autopsia letteraria

Qualche tempo fa, dissi che i libri piccoli di spessore sono i più duri e più difficili da affrontare, poiché in essi il miele dell’autore non è diluito ma concentrato, e quindi somministrato a palate. (altro…)

L’uomo (im)perfetto: un libro di Alessandra Migliozzi

Rockefeller Center – pista di pattinaggio (NY)
Cosa succede se si bacia un uomo (im)perfetto?

uomo imperfetto alessandra migliozzi

Continuo a scivolare per qualche metro, poi mi fermo e inizio a barcollare urlando, certa che mi riacciufferà come ha fatto finora. E invece no, le gambe scivolano, allargo le braccia per mantenere l’equilibrio, le agito perché i miei piedi sono incontrollabili. Le ginocchia si piegano e finisco con la faccia nel ghiaccio.
L’odiosa risata di Loris rimbomba ancora nelle mie orecchie, mentre mi porge la mano per aiutarmi ad alzarmi.
«Andiamo vicino alla staccionata» propone.
«Ottima idea» dico, innervosita e infreddolita. Mi sono bagnata viso e capelli e inzuppata i pantaloni.
Lui mi prende per un gomito e mi trascina lontano dalla folla, permettendomi di afferrare la staccionata.
«Scusa» mi sussurra.
Io sussulto e alzo lo sguardo. Non mi ero accorta di quanto fossimo vicini.
I suoi occhi sono freddi come il ghiaccio sotto di me, ma mi scaldano il cuore.
Deglutisco. Posso sentire l’odore della sua pelle, calda e virile.
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SCACCO MATTO A SATANA: il nuovo libro di Antonio Dicuonzo

L’Autore di Scacco matto a Satana ci tiene a fare una premessa circa il linguaggio usato nel racconto, perché può sembrare talvolta trasgressivo o addirittura irriverente verso alcune categorie di persone ma, come egli stesso sottolinea, serve soltanto a rendere più verosimile la volgarità dei personaggi, affinché il lettore provi sentimenti di repulsione proprio nei confronti di certi pregiudizi.

scacco matto a satana

Scacco matto a Satana è la storia di Adelmo, un giovane qualunque che nella vita ha sempre avuto sfortuna, a cominciare dal nome…

“Si chiamava Adelmo La Capra, 29 anni, unico frutto di una coppia matura e senza fantasia che l’aveva condannato a portare quel nome di cui non andava affatto fiero, anzi, avrebbe dato un rene per cambiarlo”. (altro…)

La demoniaca presenza in via Cesare

presenza

Ad essere sinceri Bernadette non era quello che si potrebbe definire comunemente una ragazza carina o piacente, la natura non era stata del tutto generosa con lei, tuttavia non si poteva nemmeno definire brutta nel senso completo del termine, aveva solo quell’aspetto un po’ scialbo e sciatto che di solito spinge questo tipo di persone a intraprendere percorsi di vita piuttosto alternativi, per esempio andando a fare volontariato in Africa, dove laggiù solitamente nessuno (o quasi) li giudica per l’aspetto, ma al contrario sono ben visti per il loro buon cuore, perpetrando una carriera da infermieri oppure scegliendo di andare a vivere negli istituti religiosi assieme ad altre giovani dai lineamenti poco soavi e aggraziati.

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