Intervista a Marta Arvati

Ecco tutto quello che ci ha raccontato la scrittrice Marta Arvati in questa interessante chiacchierata virtuale.

Marta Arvati

Benvenuta Marta, parlaci brevemente della tua vita: di cosa ti occupi? Cosa sogni? Dove vivi?

Sono nata e vivo a Verona e lavoro come impiegata in uno studio notarile. Il mio sogno più grande è sempre stato quello di poter pubblicare uno dei miei romanzi, e lo scorso anno grazie alla Collana Floreale sono riuscita a realizzarlo. Ora ciò che desidero è proseguire su questa strada cercando di migliorare e di arrivare ad un numero sempre crescente di lettori. Oltre alla scrittura, un’altra mia grande passione è il disegno, passione nata da bambina guardando i cartoni animati della Disney e gli anime giapponesi. Il mio amore appunto per gli anime e i manga (arte meravigliosa spesso sottovalutata) mi ha inoltre spinta negli ultimi anni a studiare la lingua giapponese, e non nego che un altro mio sogno sarebbe proprio quello di fare un viaggio in Giappone, un giorno…

Ripensando al momento in cui hai iniziato a scrivere, cosa ti viene in mente?

Ho cominciato a scrivere molto presto, sono nata con questa passione dentro. Ricordo quando, da bambine, io e mia cugina Cinzia, che è più di una sorella per me, passavamo i pomeriggi ad inventarci storie, o meglio io le inventavo e lei le illustrava. Ci divertivamo tantissimo… Poi col tempo, quando ho iniziato a scrivere i miei primi romanzi, c’era una persona alla quale li leggevo subito, per avere la sua opinione, e quella persona era la mia nonna materna, che purtroppo ora non c’è più: mi sarebbe piaciuto poter condividere con lei la pubblicazione del mio primo romanzo.

Quanti libri hai già pubblicato?

Finora ho pubblicato due romance con la Collana Floreale – marchio Pub Gold: uno ad agosto dello scorso anno, intitolato “L’inverno nei suoi occhi”, e un altro a marzo di quest’anno, dal titolo “La lunga strada di Sara”. Inoltre, qualche anno fa, alcune mie poesie sono state inserite in una raccolta di autori contemporanei intitolata “Riflessi”, a cura della casa editrice Pagine.

Cosa raccontano i tuoi romanzi?

Marta arvati

I miei romanzi raccontano delle storie di persone come tante, con i loro problemi, le loro contraddizioni, i sogni, le delusioni, e spesso in ciò che scrivo confluiscono esperienze mie o di persone che conosco. Nel romanzo “La lunga strada di Sara”, per esempio, c’è molto di me e degli amici con cui ho condiviso gli anni del liceo e dell’università, persone che mi rimarranno nel cuore nonostante la vita abbia inevitabilmente separato le nostre strade. Una componente che non può mancare nei miei romanzi è l’amore, ma ci sono altri temi che mi piace affrontare, come l’amicizia, l’arte, ma anche il dolore, la solitudine, la morte. Nel raccontare vicende, ambienti, personaggi, mi trovo spesso a “disegnarli” con le parole, con l’intento di trasformarli nelle menti dei lettori in immagini, come volessi mostrare loro un film. La mia speranza è che chi legge possa immedesimarsi nella storia, vivendola insieme ai protagonisti, per questo do spazio all’introspezione, per rendere vivi e veri i personaggi quasi fossero persone reali.

Marta Arvati

Da dove salta fuori la tua ispirazione?

La mia ispirazione deriva dalla vita di tutti giorni, e spesso anche dalla musica. Il primo romanzo che ho pubblicato infatti è nato nella mia mente proprio da una canzone, mentre il secondo ha nella musica uno dei temi portanti. La musica è un’altra mia passione, anche se mi limito ad ascoltarla perché non so suonare assolutamente nessuno strumento.

Una citazione che rappresenti te?

Una citazione che rappresenti me?… forse questa, tratta dal mio romance “La lunga strada di Sara”, considerando che, nonostante i miei 40 anni, talvolta amo ancora sognare come una bambina: “Il Tempo può scorrere crudele e rubare impietoso le illusioni fanciullesche, ma se si riesce a conservare e proteggere nel cuore un pizzico di infantile entusiastico ottimismo, il vigore del Destino, per quanto ostile, non potrà impedire all’anima di coltivare dolci e vitali chimere. Può il Fato lottare contro le umane creature indifese, eppure sarà sempre beffato da un semplice fanciullo che opponga alla sua furia un’innocente fantasia…”

Una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura?

Una citazione che rappresenti il mio rapporto con la scrittura: “Se lo scrivere ti è caro devi assolutamente possedere conoscenza, arte e magia: conoscenza della musica delle parole, l’arte di non avere nessuna arte, e magia d’amore per i tuoi lettori.”

(Khalil Gibran)

Grazie, Marta! Come possiamo continuare a seguirti?

Attraverso la mia pagina Facebook

Per approfondimenti sul libro La lunga strada di Sara, cliccare qui.

Buona lettura a tutti!

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