Intervista ad Angelo Cioeta

Una lunga ed imperdibile intervista allo scrittore Angelo Cioeta, autore del libro Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino).

angelo cioeta

Benvenuto Angelo, ci racconti cosa si prova a scrivere e quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

Scrivere suscita sensazioni ed emozioni uniche, ti permette di trasformare i tuoi pensieri in qualcosa di solido, che difficilmente potrà disperdersi. Verba volant, scripta manent dicevano gli antichi. Inoltre, scrivere è appassionante e, se lo sai fare bene, può diventare un’azione potente e pericolosa. Da anni scrivo per diverse redazioni e gestisco un mio blog personale (http://www.elnuevodia.altervista.org). In tali occasioni, non raramente mi è capitato di scrivere articoli, soprattutto dal retrogusto politico – sociale, severamente critici e capaci di suscitare reazioni a volte anche eccessive. Significa che hai colpito nel segno, che quanto esposto ha generato importanti effetti. Nel primo libro che ho pubblicato qualche mese fa, dal titolo Ricordi d’infanzia (per un mondo a misura di bambino), quanto scritto ha portato me e i lettori ad entrare in una dimensione nostalgica per il periodo dell’infanzia e di visione globale di quella che è nel mondo la situazione dei minori. Quindi, si è mescolata la consapevolezza di aver avuto la fortuna di crescere nella parte “giusta” (ma “giusta” in che senso?) del pianeta, con quella che ci presenta una panoramica globale dell’infanzia spesso tragica, perché caratterizzata da lavoro minorile, guerre etc. Riguardo la seconda parte della domanda: la mia passione per la scrittura risale ai tempi delle elementari. Leggere e scrivere mi è sempre piaciuto. Avendo maturato poi interesse per le tematiche storiche, politiche, sociali e di attualità, la mia passione per la scrittura si è accresciuta con la redazione dei primi articoli per alcuni periodici e i saggi – breve di carattere sociopolitico. Insomma, posso dire che la scrittura mi accompagna da sempre, è una fedele compagna di vita.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

Ho deciso di pubblicare il libro verso la fine del 2017. Tornando a casa, mi è capitato un giorno di guardare con “occhio critico” la piazzetta in cui da bambini giocavamo. Mentre in passato era possibile vedere quel luogo libero da macchine parcheggiate, oggi è il contrario: i motori la fanno da padrone. Il primo pensiero che mi è venuto in mente, guardando questo “cambiamento” rispetto a pochi anni fa, è che i bambini oggi lì non potrebbero giocare. Certo, è da dire che la mia è stata l’ultima generazione che ha sfruttato quel luogo, ma anche esteticamente non è un belvedere (e stiamo parlando di un quartiere di recente costruzione, che ha pochi decenni di vita sulle spalle ancora). Così, mi è venuta in mente l’idea di scrivere un articolo sul mio blog personale, dal titolo Via Vigne Corte: tra nostalgia e utopia (link: https://elnuevodia.altervista.org/via-vigne-corte-nostalgia-utopia/ ), in cui descrivo in breve l’involuzione, dal punto di vista dell’infanzia, che quel quartiere ha avuto, proponendo “soluzioni” per il futuro, allo scopo di evitare il rischio di “quartiere – dormitorio”. Nella prima parte dell’anno, inoltre, avevo seguito un seminario UNICEF sui diritti dell’infanzia (questo: https://www.unicef.it/doc/3536/corso-universitario-unicef-roma-2018.htm). Tutto ciò ha portato all’idea di scrivere un libro che, partendo dalla propria infanzia, arriva ad aprire una “finestra sul mondo” e a far comprendere la necessità di costruire un diritto universale alla spensieratezza dei bambini.

Di cosa tratta il tuo libro?

Ho pubblicato il mio primo libro alla fine dell’anno scorso. Si tratta di un’opera snella, dal titolo Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino), ora scaricabile in formato e-book da vari store online: Amazon, Mondadori, Feltrinelli, Youcanprint etc. È il frutto di un’ispirazione nata quasi per caso. Il centro di gravità è il tema dell’infanzia. Partendo da un contesto autobiografico, dalla Giulianello (Frazione del Comune di Cori, in Provincia di Latina) a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, si arriva ad aprire “una finestra sul mondo”. Sfogliando il libro, ci si imbatterà nelle attività e nei giochi che il sottoscritto e il suo gruppo di amici facevano ogni giorno, con l’ausilio fondamentale della fantasia. Parlare di quello che abbiamo fatto, non significa esaltare una piccola “elite” di bambini, quasi a volerli mettere su un piano superiore rispetto ai loro coetanei. Semplicemente, attraverso quella  storia, si intende dimostrare quello che facevano tanti bambini in diverse parti d’Italia e, più in generale, del mondo, soprattutto dove vige il rispetto della persona umana. A tal proposito, la descrizione delle attività e dei giochi assume un valore maggiore: è un tesoro che va preservato, valorizzato e diffuso lì dove l’infanzia ancora non è arrivata. È bene precisare, infatti, che non tutti i bambini vivono nella spensieratezza, ma si ritrovano spesso in contesti drammatici, caratterizzati da guerre, fame, povertà. Si tratta di situazioni che, in diverse misure, si riscontrano dappertutto. Nel corso della lettura, dunque, si arriverà ad un punto in cui si lascerà in parte il posto alla riflessione e ad un piccolo sforzo mentale sulle problematiche che attanagliano numerosi bambini nel mondo. Non sarà nulla di esaustivo, ci saranno solo cenni ed estratti di alcuni interventi. L’obiettivo è semplicemente uno: “ricordare” a bambini e adulti cosa significa l’infanzia, far notare loro la fortuna di essere nati e cresciuti in contesti dove il gioco, il divertimento e la fantasia sembrano essere scontati.

Ricordi d’infanzia

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Durante la stesura di un libro ti capita di tutto: avere un foglio bianco e una penna ma non sapere cosa scrivere, vuoti di memoria, crampi alla mano… Quindi, sì: anche il “blocco dello scrittore” l’ho vissuto. Fortunatamente, gli ostacoli che si frappongono durante la realizzazione del libro possono essere superati grazie ad un ambiente circostante calmo, accogliente e distensivo (ad esempio, scrivere al lago mi ispira tantissimo), ad uno stile di vita che ti permette dei momenti tranquilli oltre alla classica frenesia della nostra società, alla convinzione che l’idea che stai producendo sia “vincente” etc.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Buona parte della mia vita è occupata dall’università. L’anno scorso mi sono laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università “La Sapienza” e attualmente studio, sempre nel medesimo ateneo, per la specialistica in Scienze dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale. Da sempre, un posto particolare lo occupa la politica: in passato ho ricoperto il ruolo di Consigliere del Consiglio Giovani e di Coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Giulianello (LT). Ho fatto e continuo a svolgere attività di volontariato con diverse associazioni come Emergency e varie realtà locali. Inoltre, mi piace viaggiare e scoprire posti sempre nuovi. Scrivo per diverse testate giornalistiche online e locali. Infine, l’attività sportiva: quando posso faccio lunghe camminate o vado in bicicletta, ballo latinoamericano e vado in palestra.

Da lettore, quali libri preferisci?

Preferisco i libri di politica, di attualità, quelli che narrano e analizzano fatti storici. Mi piacciono tantissimo quelli che parlano di viaggi (ne sto leggendo uno proprio adesso, dal titolo Viaggiatori del Seicento, un tuffo suggestivo nel XVII° secolo; in passato ho letto Viaggio in Portogallo di Saramago, ma potrei continuare), che narrano storie di persone uscite da una situazione difficile (qui partirebbe una ramificazione gigantesca: immigrati, profughi, quartieri popolari etc.). Apprezzo tantissimo la letteratura italiana e francese, i cui nomi continueranno a farsi sentire ancora a lungo: Leopardi, Carducci, Montale, Hugo, Zola etc.

Scegli una citazione che rappresenti te.

Probabilmente, le parole di Gramsci: Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza
. In un contesto storico e politico come quello attuale, caratterizzato dalla disaffezione alla politica, troppe volte ci si è arresi davanti alla rassegnazione. Rileggere questa citazione di Gramsci, più volte mi ha aiutato a rifiutare l’idea dell’impossibilità di cambiare in meglio le cose. Ciò a cui va incontro la società dipende da noi: è grazie alle nostre azioni che la società cambia rotta, verso una destinazione chiara e positiva.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.
Ne ho tantissime di citazioni in mente, ma forse quella che rappresenta meglio il mio rapporto con la scrittura è la seguente: Quello che scrivete, e come lo scrivete, può cambiare la vostra vita (Beppe Severgnini).

Dove possiamo continuare a seguirti?

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Blog: http://www.elnuevodia.altervista.org

Grazie, Angelo!

Non perdetevi, prossimamente, un approfondimento su  Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino).

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