Intervista a Danjel Maraniello

Oggi ha risposto alle nostre domande lo scrittore Danjel Maraniello, autore di una raccolta di racconti horror dal titolo 3:33.

Danjel Maraniello

Vi ho già parlato del suo libro in passato qui, ma oggi voglio farvi conoscere meglio questo Autore.

Benvenuto Danjel, vuoi raccontare ai lettori cosa si prova a scrivere e quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

A dire il vero, non è una cosa di cui non riesco a fare a meno. Mi viene semplicemente naturale, quindi a questa domanda non so proprio rispondere. Spesso ho l’ispirazione e scrivo. Scrivo idee per storie, abbozzo piccoli soggetti, è quello che mi viene più facile rispetto allo scrivere pensieri. A volte osservo le persone, che siano di fronte a me o dal lato opposto del marciapiede, assorbo qualcosa che sia una reazione, un’immagine o una semplice frase che capto e mi viene da scrivere, sempre in maniera del tutto naturale.

Per quanto riguarda cosa si provi a scrivere, la risposta mi viene più semplice: provo ciò che scrivo.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

Non è stata una decisione ponderata, mi sono semplicemente lanciato nel vuoto. Ero al Napoli Comicon lo scorso aprile e mi sono fermato davanti lo stand della LFA Publisher. Ho preso contatti con loro e un mese dopo ho inviato loro il materiale da pubblicare. Poi bisogna dire che amo scrivere storie sin da piccolo, nel corso della mia vita ho avuto persone che mi spingevano a pubblicare ma non me la sono mai sentita, aspettavo che maturassi abbastanza per riuscire a dare un’opera con dei contenuti poco banali. Era il momento giusto e mi sono lanciato.

Di cosa trattano i tuoi libri?

Attualmente, ho all’attivo un libro e un racconto brevissimo. Partiamo dal più recente, quindi, che è MARIO, reperibile gratuitamente su Amazon Kindle e che diciamo è la mia creatura a cui tengo maggiormente. È un incrocio tra la Guida Galattica per Autostoppisti e Fantozzi, in questo caso il suo nome è Mario Rossi, un uomo qualunque con una vita qualunque che, scendendo a comprare il latte, si ritrova nel mezzo di una invasione aliena.

L’altro mio libro, che è quello pubblicato con LFA Publisher, è invece una raccolta di racconti horror dal titolo 3:33. Spero che il termine horror però non spaventi o allontani i lettori, in quanto di “horror horror” nel senso come lo intendono un po’ tutti, c’è solo un racconto. Parto dai mondi immaginari di Alice, che rappresentano il disagio e la depressione, alla satira politica di Contaminazione (un diario di un sopravvissuto ad una fantomatica apocalisse zombie a Roma). Poi ho anche un racconto basato sulla separazione spirito/corpo e l’ultimo, come detto, è il classico racconto horror con protagonisti dei ragazzi in vacanza in un luogo sperduto inseguiti da un assassino che indossa una maschera da Pulcinella e brandisce come arma un Asso di Bastoni.

Questo è stato il mio primo libro, e devo dire che nonostante sia un genere di nicchia, mi sta dando tante soddisfazioni e sicuramente devo anche ringraziare la splendida copertina realizzata da Monica Tieppo (in arte Montiè), che aiuta moltissimo a renderlo riconoscibile e accattivante!

Con 3:33 sono in giro per presentazioni da diversi mesi, a marzo sarò a Pescara e, con un po’ di fortuna, forse riuscirò a fare una tappa in nord Italia, dopodiché mi fermerò e mi dedicherò alla mia seconda pubblicazione di cui, al momento, posso solo rivelare che è di genere supereroistico e l’illustrazione di copertina è curata da un nome emergente e promettente del fumetto italiano.

Danjel Maraniello

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Lo vivo ogni giorno. A me non piace particolarmente scrivere, se scrivo, preferisco farlo di getto fin quando le mani non si stancano. Se decidessi a posteriori di scrivere, sarei perennemente bloccato e senza alcuna ispirazione.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Lavoro in una tipografia digitale a Caserta e seguo un corso per organizzatore di eventi. Nel giro di un anno conto anche di frequentare un corso da editor.

Da lettore, quali libri preferisci?

Amo i romanzi psicologici, che siano horror o thriller o anche fantascienza, non ha importanza. Mi piace l’aspetto psicologico e l’accurata caratterizzazione dei personaggi sotto quel profilo, quindi per citarne alcuni su tutti, Wulf  Dorn è un autore che stimo parecchio. Irwin Welsh e Palhaniuk hanno quel genere di scrittura sporca che, sebbene non ci vada pazzo, reputo notevole e interessante. Infine, da amante dell’ironia e del non-sense, amo il Paolo Villaggio scrittore e il mio preferito, penso in assoluto, è Douglas Adams.

Scegli una citazione che rappresenti te.

La prendo dal mondo dei fumetti, precisamente da “Batman: The Killing Joke” di Alan Moore.

“Non siamo legati alla razionalità per contratto, nessuna clausola di sanità mentale!”. Per me è una sorta di ‘codice di vita’, ma precisiamo che non la intendo nella maniera in cui dice il Joker! Diciamo che di ciò che ho fatto mio, in questa citazione è legata al fatto che non amo particolarmente seguire un filo logico nelle cose. Ogni tanto ci vuole un po’ di follia e buttarsi, senza razionalizzare troppo. Se non lo facessimo, schematizzeremmo ogni aspetto della nostra vita, compreso l’amore e questo fa proprio schifo.

Descrivi a parole tue te e il tuo rapporto con la scrittura.

Il mio rapporto con la scrittura è equivalente a quella di un datore di lavoro e il suo sottoposto. Io sono il dipendente pigro e la scrittura è il mio capo che mi da delle scadenze e mi martella se non consegno il lavoro.

Spesso capita che mi viene in mente un’idea e la getto su carta (digitale perché odio scrivere a mano), a volte ne vorrei proprio fare a meno e scrivere altre cento cose, perché le idee non mi mancano mai, ma se ho come obiettivo portare a termine uno di quelli già iniziati, è come se ne dipendesse dalla mia vita.

 Dove possiamo seguirti sui social?

Sulla mia pagina Facebook: https://www.facebook.com/danjelmaraniello/

Grazie, Danjel!

Buone letture a Voi!

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