Intervista a Guido Mura

Con grande piacere abbiamo accolto, tra queste pagine, lo scrittore Guido Mura, autore del libro Un giorno la nebbia.

Scoprite cosa ci ha raccontato!

un giorno la nebbia

Benvenuto su scritto.io, Guido! Innanzitutto, come è entrata la scrittura nella tua vita?

Da ragazzino scrivevo poesie. Poi ho iniziato a scrivere brevi saggi di letteratura e cultura. Ho scritto per SugarCo i testi di Galleria storica dell’Italia (1990), ma già cominciavo a sognare interi romanzi e a sognarli a puntate. Il desiderio di narrare era presente, ma pensavo che non sarei mai riuscito a stendere un vero racconto. Ho incominciato a scrivere narrativa in treno, quando facevo il pendolare tra Milano e Genova. Alcuni di quei primi racconti sono finiti in un ebook, Il bacio della maschera bianca.

Qual è il tuo percorso di studi e lavoro?

Dopo una tesi sul romanzo d’appendice, ho insegnato per qualche tempo analisi del racconto a Cagliari per la cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea. Analizzavo con i miei allievi le tecniche di scrittura di testi narrativi secondo criteri narratologici e semiotici. Ho lavorato successivamente come bibliotecario nelle biblioteche statali, occupandomi anche d’informatica e grafica digitale. Dopo vari anni ho incominciato a collaborare con vari editori e ho ripreso le ricerche di storia e critica letteraria, pubblicando diversi articoli.

Quali autori hanno influenzato la tua formazione?

Ho letto molti libri e molti hanno lasciato il segno. Posso ricordare Hoffmann, con le sue storie fantastiche e struggenti, l’ironia e la genialità di Bontempelli e di Tommaso Landolfi. Poi Maupassant, Mark Twain, Dostoevskij, Henry James, Conrad, Svevo, Cechov, Faulkner, Gide, Kafka, Simenon, Camus, Beckett, Carver, Auster, DeLillo e tanti altri.

Veniamo al tuo libro: Un giorno la nebbia. Raccontaci com’è nato e cosa racconta.

Il romanzo è nato a Mantova, dal fascino del suo paesaggio invernale e dei suoi monumenti. Ero andato in quella città per insegnare a un corso d’informatica (un’altra mia passione)  per i dipendenti dei Beni culturali. In una serata gelida, in cui un mendicante suonava strane musiche balcaniche sotto i portici, sono entrato nella basilica di Sant’Andrea, quasi deserta, e ho cominciato a esaminarne l’apparato decorativo. Da quell’esperienza e dalle mie peregrinazioni notturne nel centro è nata l’idea del racconto. Il protagonista, Valerio, è uno storico dell’arte, in trasferta a Mantova per un convegno. Subisce un’aggressione e uccide due persone. Da quel momento la sua vita sembra perdersi in un incubo in cui realtà e apparenza s’intrecciano e s’inseguono. Pian piano si assiste al mutamento dei punti di riferimento e allo svilupparsi di un sentimento del dubbio che non abbandonerà più l’eroe (e il lettore), nell’incredibile procedere degli avvenimenti, e che  condurrà alla scoperta di una realtà alternativa e totalmente assurda.

Il tuo libro è stato definito “innovativo”: perché?

Perché utilizza argomenti ed espedienti narrativi del romanzo d’intrattenimento rivestendoli di uno stile classico ma scorrevole, rifiutando la banalità e la superficialità della letteratura di consumo, in cui tutti i libri paiono scritti da una stessa mano.

Cosa speri che arrivi ai lettori del tuo libro?

L’infinito desiderio umano di scoprire la verità, ammesso che sia conoscibile, il desiderio di superare l’incertezza e di orientarsi nella complessità dell’esistenza, distinguendo il bene dal male. Il percorso di conoscenza compiuto da Valerio rappresenta il tentativo di uscire dall’abisso in cui il crollo delle ideologie e dei dogmi ha precipitato il mondo postmoderno. Senza certezze filosofiche, religiose, scientifiche, in un universo in cui tutto sembra affidato al caso, l’uomo vive in uno stato di angoscia insostenibile. L’importante è accettare il gioco, interpretare il ruolo che ci è stato affidato e, nello stesso tempo, cercare di capire. Agire, senza lasciarsi soffocare dagli avvenimenti. Solo in questo modo si può uscire dalla nebbia, dall’incerto, dall’indistinto. Spero che il libro aiuti veramente a emergere dalla nebulosità del presente e a trovare nuovi punti di riferimento.

Una citazione che rappresenti te?

“Non puoi nemmeno fermarti, per capire chi ha ragione, perché il gioco è più grande di te. Se non volessi giocare, dovresti rifiutarti di vivere”, da Un giorno la nebbia.

Una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura?

“«Scrittura forbita» non significa scrittura ornata in modo gratuito; significa scrittura pulita, chiara, massimamente rispettosa.”
(David Foster Wallace)

Quali sono le date e i luoghi delle prossime presentazioni?

Per il mese di aprile: giovedì12 aprile – Monza, Libri e Libri, via Italia 22;
sabato 21 aprile – Cinisello Balsamo, via Frova 3, Mondadori Bookstore – Libreria Gulliver;  giovedì 26 aprile – Milano, Libreria Il Domani, via Carducci (Cadorna)

Dove possono seguirti i lettori?

https://guidomura.wordpress.com/ https://www.facebook.com/guido.mura.3 https://www.facebook.com/lacasadovegliangeli/ https://www.facebook.com/baciomascherabianca/ https://www.facebook.com/ungiornolanebbia/ https://biblioscalo.wordpress.com/ https://www.youtube.com/channel/UCtwk7THF3HgoNjDw_jZAmog https://www.facebook.com/stranoregalodinatale/ https://www.instagram.com/guidomura13/        https://plus.google.com/106923154174129963299

Grazie, Guido!

A presto!

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