mattino

Un ponte di carta e inchiostro

Recensione FRESCHEZZA DEL MATTINO  di Luigi Tiberi

Un ponte di carta e inchiostro

Dopo PENSIERI PER RICORDARE,  il poeta Luigi Tiberi torna con un altro  caleidoscopio di poesie e racconti. Questa volta ci racconta se stesso, il suo mondo interiore, e il mondo in cui vive e agisce.  La letteratura, e in special modo, la poesia non esiste soltanto per fuggire dalla realtà e  per allietare gli animi con qualcosa di carino. Il suo compito principale, come di tutte le arti, è quello di comunicare al mondo esterno, a chi ci ascolta, il nostro mondo interiore, ciò che pensiamo, sentiamo, percepiamo, per poi ricevere a nostra volta quello che il mondo vuole comunicare a noi. Essere un ponte tra l’io  e l’altro, in uno scambio reciproco, di idee, storie, sensazioni e riflessioni. La letteratura offre innumerevoli modi per fare questo e ognuno sceglie quello che più gli si confà.  C’è chi sceglie il romanzo, chi il racconto , chi di comporre poesie da mettere in una raccolta. Il nostro autore, invece, impiega un modo tutto suo: il caleidoscopio di pensieri in versi e in prosa, come dissi in precedenza e, da sostenitore del pensiero puro, non ricorre all’invenzione o a metafore, ma ci offre il suo pensiero come la sua mente lo ha partorito. Una mossa che ritengo molto coraggiosa e audace, poiché uno scrittore, dal momento in cui mette il proprio lavoro davanti al pubblico, sente sempre lo strano bisogno di nascondere, attraverso le varie tecniche letterarie, quella che è la sua vera essenza, dietro il velo della storia inventata e delle metafore, o quanto meno di prenderne le distanze, perché la paura del giudizio è sempre in agguato. Luigi Tiberi, invece, mette coraggiosamente a nudo la sua poetica e la sua anima, per condurre per mano l’altro alla scoperta del proprio “sé” e cosi facendo anche l’altro è portato a guardarsi dentro, e magari a scoprire parti di sé  che ignorava di avere. Da questa raccolta emergono molti temi cari all’autore, in primo luogo il forte legame con la terra natia, le cui bellezze non si stanca mai di decantare, la sua passione per la scienza, che lo spinge a tenere gli occhi verso il cielo, ad ammirare l’immenso universo pieno di misteri che sta sopra le nostre teste. La sua curiosità verso il mondo che lo circonda, il suo occhio poetico sempre a caccia di nuovi stimoli, ma anche la sua sensibilità, la sua dolcezza, il ritratto di un’anima limpida e pura, sempre più rare in questa società pazza e frenetica. Mentre leggevo questo libro, pagina dopo pagina, si delineava nella   mente un’immagine. L’immagine di un ciliegio in fiore, ben radicato nel terreno, ma i cui rami vanno molto in alto, fin quasi a toccare il cielo, e i cui fiori ogni tanto cadono per terra, come per dare a chi vive al suolo un assaggio di tutta la bellezza che c’è nei suoi altissimi rami, come quando in primavera i petali che danzano nel vento ci avvertono che le meraviglie della natura si sono svegliate dal lungo sonno invernale. Quanto al titolo, FRESCHEZZA DEL MATTINO, se ne possono dare molteplici interpretazione. Potrebbero alludere alla giovinezza, che è la mattina della vita umana, un’età carica di aspettative e di speranze. Oppure al momento in cui il poeta “si sveglia” e compone, poiché i momenti in cui l’ispirazione prende il sopravvento possono essere visti come piccole albe, dove sorgono soli freschi e luminosi che inducono a sperare in un ignoto avvenire dorato. Al lettore la libera interpretazione. Quanto a me, lo consiglio a ogni aspirante poeta a tutti quelli che cercano la vera bellezza.

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