Intervista ad Alex Sebastianutti

Diamo il benvenuto allo scrittore Alex Sebastianutti, che nel suo ultimo libro utilizza un format “social” per avvicinare i giovani alla lettura.

alex sebastianutti

Ciao Alex, ci racconti cosa provi quando scrivi?

Quando scrivo mi sento più vivo, perché riesco ad accedere a dei cassetti della memoria, a dei collegamenti nella mente che pensando senza lo scopo di scrivere non sarei in grado. Ho sempre scritto, ho sempre amato la verifica di Italiano perché sapevo che dovevo scrivere un tema, le prime cose che avevano un senso e un interesse, le ho cominciate a scrivere nell’adolescenza, con due difficoltà: mi vergognavo a farlo sapere ed ero così creativo che non riuscivo a finire una storia senza cominciarne altre due. La maggior parte delle storie che ho scritto sono lì nascoste, ancora incomplete.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

Ho deciso di pubblicare il mio primo libro a maggio del 2017, avevo in mano il manoscritto più lungo che avessi mai completato ed ero felice di condividere con gli altri questa notizia. Mi sentivo finalmente pronto, in un senso psicologico più che professionale.

Di cosa tratta il tuo ultimo libro?

Il mio ultimo libro è un tentativo di riavvicinare i giovani e la lettura, con un format “social” dove propongo un aforisma seguito da una breve spiegazione, giusto per dargli un contesto. Un libro che sebbene abbia solo 101 pagine, tocca la maggior parte dei temi importanti per un giovane, tra i quali la consapevolezza, l’apertura mentale, il merito, la perseveranza e la motivazione.

Il mio scopo non è quello di insegnare, piuttosto di far riflettere il lettore ponendo spesso delle domande a cui è chiamato personalmente a rispondere.

Ho utilizzato la maieutica, una tecnica molto antica, appartenente al mondo greco, inventata da Socrate, riportata con un linguaggio alla portata di tutti, in un formato da mettere in tasca e portare ovunque.

elemento neutro

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Come ho detto prima, per me è difficile avere un blocco delle idee, piuttosto tendono a essere troppe. Ultimamente ho trovato un parziale rimedio e ho cercato di dare un’ordine alla mia creatività: vivo la giornata tra decide di note scritte nel memo del telefono e di tanto di tanto vado a leggerle per aprire il cassettino della memoria e ci lavoro.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Lavoro come Coach a stretto contatto con i giovani nelle scuole, affianco i docenti nelle attività di “Impresa in azione” con l’associazione Junior Achievement Italia. Traggo molto spunto da ciò che condividono con me perchè la breve differenza di età mi rende possibile comprendere bene le loro esigenze e accogliere ciò che mi dicono. Quando una persona si sente accolta/ascoltata tira fuori il meglio che ha, per sé stessa e per gli altri. E questo è lo scopo del mio lavoro e dei miei libri.

Da lettore, quali libri preferisci?

Amo i libri descrittivi ma non esperienziali, quei libri che riescono a metterti dentro la vita dei personaggi perché li senti vicini alla tua vita piuttosto che alla vita di chi scrive.

Amo di più i libri che riescono a farmi riflettere, soprattutto quando pensi che siano argomenti scontati e frivoli e il libro riesce ad aprirti una finestra su un mondo nuovo. Per me è apoteosi.

Scegli una citazione che rappresenti te.

Non ho chiesto a nessuno di nascere perciò lasciatemi vivere come voglio. Una grande frase di Jim Morrison, una persona che di vincoli ne aveva pochi e da cui cerco di prendere spunto, non per chi era o per quello che ha fatto, semplicemente per la sua libertà di pensiero, senza i centinaia di vincoli del giudizio che ci imponiamo. Credo che il giudizio sia uno dei fattori che ci differenzia dagli animali, solamente che abbiamo amplificato troppo questa nostra capacità, e vivere di giudizi limiti molto il grande potenziale di ognuno di noi.

Come descriveresti, invece, il tuo rapporto con la scrittura?

Qui mi vuoi proprio mettere in difficoltà, ma è nelle situazioni difficili che possiamo sfruttare le migliori opportunità.

Parlo proprio della mia scrittura, di quella che ho portato a un fine, la quale è nata in un momento molto difficile, di grandi cambiamenti, nella vita di un giovane senza apparente futuro.

Per rendere l’idea, ho vissuto per un anno intero in uno sgabuzzino simile a quello del primo film di Harry Potter, una stanza senza finestre 2 metri per 2. La mia vita sociale all’esterno era pari a 0 e per salvarmi psicologicamente mi sono chiuso nella crescita personale leggendo libri. Ogni qualvolta avevo una riflessione la scrivevo nel mio pad.

Dopo un anno, nel maggio 2017 avevo scritto il mio primo libro grazie a centinaia di riflessioni per far riflettere qualcun altro, magari in un momento di difficoltà.

Questo è esattamente il mio rapporto con la scrittura, scrivo perché mi aiuta ad aiutare qualcun altro.

E sono convinto che se ognuno di noi facesse (a suo modo e secondo le sue potenzialità) qualcosa che aiuti sé stesso ad aiutare gli altri, tutti staremo meglio.

Grazie, Alex!

Link a pagine o siti personali dell’Autore:

– Link al libro: https://goo.gl/dNBYxv

– Web: https://www.elementoneutro.com

– Facebook: https://www.facebook.com/sebastianuttialex

– Twitter: https://twitter.com/elemento_neutro

– Instagram: https://www.instagram.com/_elementoneutro_/

– Pinterest: https://it.pinterest.com/CoachElementoNeutro/

– Tumblr: https://bookofelementoneutro.tumblr.com/

 

Lascia una risposta