Intervista ad A. R. Mecfones

Abbiamo il piacere di ospitare su scritto.io lo scrittore A. R. Mecfones, che si è raccontato con parole intense e dirette in questa intervista imperdibile.

Nero e fondenteBenvenuto, vuoi raccontare ai lettori cosa si prova a scrivere? Quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

Scrivere è un atto mortale e sessuale al tempo medesimo. Eros e Thanatos. Si dà la vita per vivere. La penna è fallica, la carta ha per me il valore di un anfratto da fecondare col seme dell’inchiostro. È piacevole e doloroso. Non per niente spesso di parla di “patologia” intesa forse come “sofferenza della parola” ma non sono un esperto. I miei romanzi hanno qualcosa di cannibale, e ricordo che durante il rapporto sessuale, non a caso, ci si “mangia” metaforicamente. Poi partorisco, pur essendo un maschio ma è irrilevante. Mi distruggo a forza per produrre uno stato di autocompiacimento estatico, io muoio ogni volta che scrivo per rinascere quando mi rileggo.

Mi sono accorto che non potevo fare a meno di scrivere quando mi sono accorto che non potevo fare a meno di vivere, prima di fare a meno di morire. Quando mi sono accorto che potevo creare e distruggere, avevo il potere di essere me stesso, ancor meglio, di diventare un dio o un demiurgo, di poter controllare il “logos”, si è instaurata una forma di dipendenza da scrittura. Perciò non sono libero di decidere di essere ciò che sono. Sono costretto ad essere me stesso. La chiave di tutto è la trasformazione.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

Ho deciso di pubblicare perché volevo essere giudicato colpevole di tutti i crimini che avevo commesso nel mio romanzo. Volevo essere talmente potente da sottostare al giudizio altrui. Ed attraverso gli altri volevo capire chi ero, quali erano i miei limiti, rispecchiarmi nel giudizio, fare ammenda e ritrovare la mia più grande aspirazione, che è sempre nuova, è sempre presente: ESSERE. Volevo liberarmi di un passato incredibilmente doloroso e… speravo di fare i soldi, che sono lo sterco del diavolo, ma si sa, lo sterco è molto fertile.

Di cosa trattano i libri che hai pubblicato finora?

Il mio libro più affezionato tratta di Subbushatt, il Demiurgo dell’Ottavo Giorno, Nera e fondente, come la mia identità, pazza di dolore, si trasferisce da un corpo ad un altro trasformando la vittima in un serial killer che uccide per mantenerla surriscaldata, mentre il Corvo, il suo Spirito Santo, cerca nuove vittime prima di pietrificarsi. È un titanico gioco, una lotta mantica fra le energie molli e umide femminili e quelle dure maschili. Ho scritto altri romanzi, due per ragazzi (so che può sembrare incredibile, ma so anche essere molto dolce) ed ora sto lavorando a “L’efebo di Babilonia”.

Nero e fondente

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Eccome. Noi artisti siamo soggetti a potenti scariche creative, cui poi il corpo cerca di compensare mandando in depressione in sistema nervoso. Da qui il blocco, credo. Bisogna accettarlo sapendo che, come cantava Milva in “Artisti” – son mille volte morti, per ritornare ancora.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Dipingo, studio a tempo perso psicologia, antropologia, storia delle civiltà antiche, lingue orientali, storia dell’arte e molto altro,  Ho trovato perfino il tempo per fare il fallito e purtuttavia vincere un concorso al CNR.

Da lettore, quali libri preferisci?

Li preferisco tutti, tranne quelli infarciti di piaggeria, qualunquismo (e magari vendono pure!), “piattume” per me è “pattume”, amo i sentimenti forti. Adoro Penelope delle Colonne, Isabella Santacroce, Amelie Nothomb, King, Leopardi, Dante, Lorca, Plath, Queneau, Ariosto, Francesco Colonna e perché no? Cornelio Agrippa. Ma anche Lana del Rey sa scrivere benissimo e canta pure! Sono affamatissimo di letteratura. Fare un elenco sarebbe impossibile.

Scegli una citazione che rappresenti te.

Gli occhi guardano per essere visti.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

La letteratura sa di sé tutto ciò che non le basta.

Ho commesso passi falsi d’autore per scoprire terre scavate a fondo perduto (uno stile che ho battezzato: di-a-logico)

Quando il fuoco si disseta, muore.

Qui il sito di poesie di

https://aelredromecfones27032012.jimdo.com

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