Intervista a Elvio Ravasio

Avete presente Brooks, Tolkien, Gemmell, Moorcock, Canavan? Ecco il genere di fantasy cui fa riferimento lo scrittore Elvio Ravasio, oggi ospite del nostro salotto letterario. Direi che vale la pena approfondire.

elvio ravasio

Benvenuto Elvio, ci racconti cosa si prova a scrivere e quando ti sei accorto che non potevi farne a meno?

Ciao Carla e grazie per lo spazio dedicatomi. Scrivere è emozione. Una componente fondamentale per la buona riuscita di un’opera. Se non trasmette empatia se non ti trascina in essa fino a rivoltarti come un guanto allora forse va riconsiderata la stesura. Non so dire se posso o no farne a meno, non ci ho mai pensato. Quando mi viene un’idea inizio a scrivere e vado avanti finché non ho finito. Compatibilmente con impegni di lavoro e famiglia, cerco di trovare un giusto equilibrio tra le varie componenti ma non mi riesce quasi mai. Vorrei poter dedicare molto più tempo alla scrittura, impiegare un anno per scrivere un libro è un tempo enorme e mi costringe a rileggere spesso cosa ho scritto mesi prima per mantenere un filo narrativo logico e coerente.

Quando hai deciso di pubblicare e perché?

La cosa è nata quasi per gioco, ho scritto il primo libro per mia figlia, senza nessuna pretesa di pubblicazione. Alcuni amici l’hanno letto e mi hanno spinto a provare. Il mio percorso editoriale è stato abbastanza semplice e fortunato. Non ho incontrato grosse difficoltà nel pubblicare ma ho fatto la mia gavetta senza risparmiarmi. In sei anni di promozione ho cambiato tre case editrici cercando sempre di approdare a realtà che mi consentissero una crescita sia in termini di qualità che di distribuzione. L’attuale CE è Gribaudi, una storica casa milanese che ha creduto nei miei lavori e con la quale ho una sinergia fantastica. Grazie a loro i miei libri sono arrivati in librerie di catena presenti in importanti centri commerciali.

Ci parli della tua saga?

La mia è una saga di quattro volumi, sono romanzi di genere fantasy, il genere è classico quindi possiamo citare autori come Brooks, Tolkien, Gemmell, Moorcock, Canavan, ecc. per capire di che tipo di fantasy si tratta. Possiamo identificarlo (semplificando) come il viaggio dell’eroe. Un percorso di crescita sia interiore che esteriore che porrà i tre protagonisti dinanzi a scelte sempre più impegnative. Scelte che segneranno la loro vita, nel bene e nel male e dalle quali non potranno sottrarsi. Spiegare una saga di quattro volumi in poche righe non è affatto semplice ma il percorso che seguiranno i protagonisti è ricco di colpi di scena, situazioni ironiche e drammatiche. Un viaggio nella fantasia tutto da scoprire, pagina dopo pagina.

elvio ravasio

Ti è capitato di vivere il famoso “blocco dello scrittore”?

Non lo chiamerei il blocco dello scrittore, se intendi quello di bloccarsi mentre stai scrivendo un capitolo o quello di non avere idee per un nuovo libro. Mi è capitato di avere degli stop in fase di stesura di un nuovo romanzo dovuti alla mancanza di tempo o legati a problemi personali ma quando inizio a scrivere è difficile che mi fermi. Di solito mi riempo di imput, leggo, guardo film, serie tv e le idee arrivano sempre. L’importante e far lavorare il cervello, sottoporlo a stimoli di tutti i generi.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?

Sono artigiano, per vivere rilego libri, ebbene sì una vita per i libri. Ho un negozio a Milano con una parte adibita anche a piccola libreria, un luogo dove posso gustare tutte le fasi di creazione di un libro oltre che la lettura. Almeno finché (si spera) la scrittura mi dia da vivere, ma in Italia sappiamo tutti che la cosa è piuttosto difficile.

Da lettore, quali libri preferisci?

Principalmente leggo fantasy di vario genere con qualche deviazione allo storico, qualche classico, un po’ di horror e thriller.

Scegli una citazione che rappresenti te.

“Il successo non è altro che passare da un insuccesso all’altro senza perdere l’entusiasmo”. Frase di Winston Churchill che mi da una carica enorme ma ce ne sono molte altre che mi piacciono. Questa però rispecchia il mio carattere determinato, difficile abbattermi. Quando intraprendo un percorso devo arrivare alla fine, di qualsiasi percorso si tratti. E benché vedere la fine di un percorso di scrittura sia improbabile, visto che non dovrebbe esserci un punto di arrivo ma un continuo, costante e graduale miglioramento, spero di arrivare al massimo del mio potenziale.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.

“Le favole sono vere, non perché ci dicono che i draghi esistono, ma perché ci insegnano che i draghi possono essere sconfitti”. Questa è una frase di Chesterton. Io scrivo di draghi e di magia e, nonostante i miei draghi siano buoni e amici dei protagonisti, la metafora ci fa pensare al fatto che ognuno di noi ha i suoi draghi da sconfiggere e, se fin dall’infanzia immaginiamo che la cosa sia possibile, crescendo potremmo affrontare le difficoltà con un altro spirito. Credo che questa frase racchiuda un insegnamento profondo del perché leggere fantasy fin da bambini. Spesso da adulti abbandoniamo il genere senza una ragione precisa e passiamo a storie più reali e contemporanee ma credo che il fantasy dia una forza interiore che nessun altro genere da.

Dove possiamo seguirti sui social?

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Grazie, Elvio!

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