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Genesi di una dittatura

Recensione LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di G. ORWELL  MONDADORI

Genesi di una dittatura

Dopo 1984, ho affrontato il precedente capolavoro di Orwell, quello che gli regalò il successo come romanziere. Una storia altrettanto emozionante e coinvolgente nella quale l’autore, prendendo in prestito il genere a Esopo ci racconta qualcosa che il mondo ha già visto molte volte nel corso del novecento e che purtroppo vede ancora : la nascita di una  dittatura.  La storia comincia con una riunione degli animali della fattoria, i quali , stanchi delle vessazioni del loro padrone, decidono di ribellarsi e di scacciare ogni essere umano presente nella fattoria. Essi prendono le redini della fattoria, ma a poco a poco, tra tutte le specie, il maiale arriva a comandare su tutto. Il suo comando diventa sempre più restrittivo fino a tornare, praticamente, al punto di partenza. Al di là della struttura in forma di favola, Orwell fissa qui le sue tematiche più care : il ripudio di ogni totalitarismo, l’utopia di un mondo equo e giusto, che sembra sempre irrealizzabile in quanto, ogni volta che si prova a costruirlo si finisce per creare gerarchie peggiori delle precedenti, perché a prevalere è sempre il tornaconto personale del più furbo. Significativo il fatto che l’autore metta il maiale al comando. Un animale che, se lo analizziamo bene, viene allevato solo per essere mangiato dagli esseri umani, ma quando i padroni umani non ci sono più, esso è il meno utile per i lavori manuali, ma il più intelligente e più furbo, tanto da mettere in scacco tutti gli altri animali. Non si può fare a meno di notare un certo parallelismo con la specie umana. La specie umana non è forte, non è veloce, ma è dotata di un intelligenza superiore e per questo  ha prevalso. Nonché con i potenti in generale, scrocconi e pigri. L’autore sembra volerci dire che, per quanti sforzi si possano fare, non si riuscirà mai a costruire un mondo giusto, equo e solidale. Ma se leggiamo tra le righe, ci accorgiamo che è Orwell stesso a suggerirci le soluzioni per non cadere sotto dittatura: istruzione, memoria e conservazione del passato, coraggio. Questi i tre ingredienti per difendersi dai totalitarismi. Gli stessi che poi ribadirà, in maniera più implicita, in 1984. Questo libro è molto prezioso. Andrebbe letto più e più volte, perché anche se, almeno nel vecchio continente, le dittature sono morte, possono facilmente ripresentarsi e occorre tenere gli occhi aperti e la mente vigile.

 

 

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