Intervista a Fabrizio Bonati

Oggi vi proponiamo la nostra intervista allo scrittore Fabrizio Bonati. Pronti a scoprire cosa ci ha raccontato?

fabrizio bonati

Ciao Fabrizio, ci racconti da dove vieni e cosa fai nella vita?
Sono nato e cresciuto a Vercelli, poi a 35 anni mi sono trasferito a Cavaglià , vicino al lago di Viverone.
Nella vita sono tecnico ascensorista, anche se un po’ “sui generis”, perché mi occupo sia della parte tecnica che della parte prettamente commerciale.

Come è entrata la scrittura nella tua vita e che parte occupa attualmente?
Ho passato anni a dire che volevo fare un tatuaggio, poi a 28 anni ne ho fatti tre di fila. Similmente, ho passato anni a dire che volevo scrivere un libro, avevo la storia in testa, ma non mi decidevo mai a scriverla; quando un bel giorno, all’alba dei 35 anni, mi sono deciso e ho cominciato a buttare un po’ di parole sul foglio di carta (scrivo spesso a mano). Beh, non ho più smesso, anche se passo periodi di settimane senza battere chiodo, o tastiera.

In genere, stili una scaletta prima di scrivere o segui l’ispirazione?
No, in diversi mi hanno detto che dovrei farlo, ma no, non stilo una scaletta, vado a ispirazione. Probabilmente mi piace incasinarmi la vita per far quadrare, dopo, date, età, nomi… ma non ce la faccio.

Hai già pubblicato dei libri? Quali?
Si, ho pubblicato tre libri: L’Inconveniente, nel 2012
Memorie di un sognatore bislacco nel 2013
È l’ultimo, La sorpresa di Paolo , nel 2017, da Le Mezzelane Editore.
Nel 2014 un mio racconto è uscito nell’antologia “Stralci di sogno”
E nel 2015 un mio racconto era presente nell’antologia “Nerofumo”.
Un altro mio racconto ha ricevuto la menzione d’onore in un concorso nazionale ed è entrato nell’antologia pubblicata con i migliori racconti.

la sorpresa di paolo

Scegli una citazione che rappresenti te.
Don’t stop believing (non smettere mai di crederci), che oltre a essere una bellissima canzone dei Journey, è il mio motto da qualche anno.

Scegli una citazione che rappresenti il tuo rapporto con la scrittura.
‘Lei ha allucinazioni? ‘
“Tutti i giorni dalle 7 alle 12, quando scrivo: nei romanzieri si chiamano immaginazione.
(S. King)

Io non scrivo tutti i giorni, e di certo non dalle 7 alle 12, però, si, l’ispirazione, quando mi coglie, sa più di allucinazione…

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