Ambrose di Fabio Carta

Per gli amanti della fantascienza, un piccolo assaggio del nuovo libro di Fabio Carta, Ambrose, edito da Scatole Parlanti.

ambrose libro

Tre tonnellate di acciaio, nanocarbonio e policeramica.
Non molte per un mezzo corazzato, ma bastanti a vestire un singolo uomo per la battaglia.
Sotto la corazza, grigi muscoli inerti bramano la vita, vogliono che in loro fluisca l’emolinfa che li renderà potenti, invincibili.
E la vita arriva, sia nella scarica elettrica dell’impulso d’avvio, gigawatt modulati come un singolo, potentissimo codice cibernetico, che nella più modesta forma biologica.
L’uomo, la carne, la polpa nel guscio.
Tre tonnellate di acciaio, nanocarbonio e policeramica; impossibili da muovere senza l’ausilio di montacarichi o attuatori; un gigante per gli uomini che deve proteggere, un mostro per quelli che deve uccidere. 
Eppure null’altro che una pagliuzza nella vastità del fronte, figuriamoci nelle correnti inflazionistiche tra le dimensioni del multiverso, là dove compare l’ombra della sua potente complessione muscolare, la singolarità oscillante del suo generatore, già un secondo dopo essere stata implementata. 
Il caso vuole che proprio contro questa minuscola pagliuzza di nera energia, nelle trame dei suoi muscoli, resti impigliata qualcosa, qualcuno, e là rimane. Valore aggiunto e ora potenza immanente alla struttura, attende il momento per manifestarsi.
  Tre tonnellate di acciaio, nanocarbonio e policeramica; cariche di cannoni, missili, proiettori di energia letale; una massa a cui nulla manca per la battaglia, armi così fantastiche, precise e pericolose che a controllarle non può essere l’uomo, ma chi dall’uomo è stato creato per proteggerlo da se stesso, uccidendo altresì i suoi simili. 
L’esotuta è ora pronta, avanza tra le trincee sotto un cielo solcato da traccianti e scie di condensa, dove missili esplodono a mezz’aria investiti da invisibili muri di microonde, dove lampi di luce coerente bruciano il metallo e la roccia. Giunge alla sua buca e vi si cala, attendendo immobile l’arrivo del nemico. 
O della morte.


Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio.

L’infelicità di CA – figliodellestelle,alienoagliusiterrestri – subisceunostravolgimento con lacomparsa di Ambrose.Un’entità che sipresenta come una rosastillanteambra, unairriverente voce cheloguida versosviluppiimprevedibili. Comeribellarsi alpropriodestino escoprirecosa sicelarealmentedietroigrandicambiamenti aiqualil’umanitàdovrà farfronte.


L’autorefabio cartaFabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016″, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.

Lascia una risposta