Alla ricerca dei testi perduti: Salvatore Quasimodo

Terzo appuntamento con la rubrica Alla ricerca dei testi perduti, nella quale oggi trattiamo uno dei maggiori poeti ermetici, Salvatore Quasimodo, vincitore del premio Nobel nel 1959.

Salvatore Quasimodo

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera

 

Salvatore Quasimodo

La poesia Ed è subito sera, composta da versi liberi di varia misura, apparve originariamente nell’opera Acque e terre, in cui costituiva la strofa finale della poesia Solitudini, per poi successivamente trasformarsi in questo componimento di soli tre versi, pubblicato nel 1942 nella raccolta omonima.

La lirica, che quasi svolge il ruolo di manifesto poetico della corrente ermetica, si costruisce sull’uso della analogia e della metafora, esprimendo una visione pessimistica dell’esistenza umana. Nel primo verso, di carattere apodittico poiché esprime una verità indiscutibile, assume grande importanza il sintagma sul cuor della terra, in quanto si basa sullo scarto che si ha fra la grandezza della Terra e la limitatezza dell’uomo; lo stesso uomo che si sente solo in mezzo ai suoi simili, perché non riesce a mettersi in comunicazione con gli stessi.

L’immagine trafitto da un raggio di sole, che si trova continuando con la lettura, evoca in modo analogico la dimensione della vita umana oscillante fra l’attesa della felicità e il sentimento del dolore. Giocato sulla sinestesia e sull’ossimoro, il verso si lega al primo per la sua carica tragica, rafforzato dal contrasto fra la luce, che dovrebbe essere benefica, e i suoi effetti dannosi. La luce inoltre dà pure senso di rapidità, portando il lettore al tramontare del sole. L’uomo quindi vive simbolicamente in una situazione di tormento che tramonta presto nel buio della morte.

Di qui l’ultimo verso, il quale però ci risparmia l’immagine vera e propria del tramonto, preferendo anticipare subito la venuta della sera. Esso è il più drammatico perché di maggior immediatezza rispetto agli altri: allo spazio cosmico, rappresentato dal sole e dalla Terra, corrisponde la contrazione del tempo ridotto a quel subito accentuato dalla congiunzione ed. Così il giungere repentino della sera fa sì che tutte le illusioni umane crollino al sopraggiungere della sera, metafora della morte.

Valerio Succi

Alla ricerca dei testi perduti: Eugenio Montale qui

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