Il libro di pietra

Recensione NOTRE-DAME DE PARIS di V. HUGO

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Ci sono libri con cui ogni lettore deve confrontarsi almeno una volta nella vita, come  delle pietre miliari della letteratura. Questo però non vuol dire che debbano piacerci per forza. Dopotutto il bello è proprio questo: i libri non sono teoremi e nessun parere è oggettivo. Ogni libro può piacere e non piacere, anche se si tratta di una pietra miliare come NOTRE –DAME DE PARIS. In questo periodo mi sono resa conto di avere molte lacune come lettrice e mi è parso il momento di porvi rimedio. Ho, quindi, deciso di colmare alcune di queste lacune, a cominciare dal libro che mi accingo a recensire. Prima di leggerlo, di questa storia non conoscevo che la versione del cartone Disney, pur sapendo che non era che un riadattamento per menti infantili. Mettendola da parte, dunque, mi sono avvicinata al libro con curiosità e voglia di conoscere la vera storia, ma anche con la pazienza e la calma che ogni classico richiede. Ebbene devo, con rammarico, dire che non mi ha lasciato gran che. La storia in sé per sé non ha le tinte fosche che mi aspettavo, anzi in alcuni tratti mi è sembrata persino banale. In alcuni capitoli mi sono chiesta se avevo per le mani un romanzo o un trattato di  urbanistica. L’unico pezzo che mi ha un po’ toccata è stato il capitolo “questo ucciderà quello” dove l’arcidiacono Frollo fa una disertazione sull’invenzione della stampa che, rendendo il sapere accessibile a tutti, si sta sostituendo ai libri di pietra rappresentati dagli edifici, in particolare da Notre-Dame e così facendo, toglie il monopolio dell’istruzione al clero. Quanto ai personaggi, tre quarti del libro sono occupati dalle vicende di Gringoire, un personaggio veramente scialbo e ambiguo che mi ha suscitato parecchia antipatia. Le vicende del campanaro Quasimodo, paradossalmente il più umano dei personaggi, sono quasi  del tutto marginali; Esmeralda è veramente sciocca e fatua, tanto da finire impiccata per inseguire un uomo che la considera solo un passatempo e , infine, Frollo, il prete guastato dal troppo sapere, è anche lui ambiguo e , come personaggio dall’anima nera, non funziona molto bene. Solo lo stile scorrevole mi ha permesso di arrivare senza intoppi alla fine del libro. In conclusione, per quanto mi dispiaccia, il mio giudizio su questo libro è negativo.

 

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