Le oche del Canada: un libro di Chiara Pellicoro De Candia

Oggi vi parlo di un libro di Chiara Pellicoro De Candia:  Le oche del Canada, edito da Le Mezzelane.

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Ma chi è Chiara Pellicoro De Candia? Si è così, simpaticamente, presentata ai lettori:

“Chiara Pellicoro, chi è costei. Sono nata a Taranto ma risiedo in Gioia del Colle, nella provincia barese.

Diplomata al liceo classico P.V.Marone, mi sono laureata  in giurisprudenza non prima di aver messo al mondo due figli , Valentina  e Francesco, e concepito Gabriele Aureliano.

Inizio a scrivere, all’incirca verso i nove anni, le prime poesie. In quinta elementare vinco il concorso nazionale indetto da Poste Italiane con un tema sulla comunicazione.

In seconda media scrivo la prima commedia che viene “portata in scena” in classe. Si certifica l’esistenza dell’originale dattiloscritto. Continuo a scrivere poesie.  In terza media vinco il concorso nazionale Giuseppe Mazzini. Il primo approccio con la narrativa avviene con un giallo, perduto per sempre.

Ai tempi del ginnasio scrivo il primo racconto breve, che invio a un giornale femminile, tipo Intimità o Confidenze. Rifiutato .

Durante il primo anno di università scrivo la prima silloge di poesie, dalla quale traggo una serie di monologhi, che tento di portare in scena senza riuscirci per mancanza di personale adatto alla bisogna.

Scrivo un altro testo teatrale, otto personaggi protagonisti di una metafora sulla vita e sulla morte. Il testo non è mai stato dattiloscritto. Giace inerme alla mercé del tempo fra altri scritti.

Fra un esame e l’altro, un giorno entro nella sede della Gazzetta del Mezzogiorno, e chiedo di poter scrivere sul giornale. Un capo redattore mi accetta e pubblica i miei primi articoli. Causa matrimonio interrompo i rapporti con il giornale. (La storia è un po’ più complicata).

Maschere ( approssimativamente:personae) è l’ennesimo testo teatrale, un monologo a più voci, dove i protagonisti parlano di solitudine, di rapporti umani, di ipocrisia, di religione. Della vita.

Arriva finalmente il tempo della narrativa: un romanzo che, dopo svariati anni, diventerà “Le oche del Canada” ed. Le Mezzelane.

E allora, vediamo di cosa tratta questo romanzo tanto atteso.

Un treno riporta Arlina a Collegioioso, cittadina del sud che non ha mai amato.

È tornata per vendere la casa che un tempo ha condiviso con la sua famiglia e che ora, come custode di ricordi lontani e dolorosi, non vuole più che le appartenga. Come se, liberata dalla casa, sarà liberata dal passato.

Ma il passato non vuole essere dimenticato né svenduto, e la incalza: piccoli flash che l’abbagliano e la feriscono, si affacciano al suo presente per ammonirla, per lanciarle un messaggio: i ricordi sono parte di noi, ciò che siamo oggi lo dobbiamo a ciò che abbiamo vissuto

Max è un giovane scrittore. Fuggito dalla sua isola e dal suo matrimonio futile e inconsistente, si sta dirigendo a Roma, perché afflitto dalla sindrome da pagina bianca: durante il percorso, ha deciso che si regalerà una sosta nella città dei trulli. Ma sbaglierà strada e si ritroverà dietro il cancello di Arlina.

Un temporale improvviso scompaginerà i loro piani.

Mariacarmela e Alessandro sono due ventenni nei primi anni ‘80. Lei scrive e sogna di diventare una giornalista, lui più concreto, pensa al futuro, al matrimonio, al lavoro. Riusciranno a compensarsi così bene che lei realizzerà il suo sogno, e lui quello di sposarla e di avere dei figli da lei.

Ma non finirà bene. Quella storia iniziata come una favola finirà male, perché il caso, e un’isola “che incanta come le sirene “decideranno per loro.

Rosario è il comandante di una sperduta stazione di carabinieri su una piccola isola del mediterraneo. Solo e malinconico, vive della memoria di giorni passati e felici – pochi- e si nutre della malinconia di giorni persi nel ricordo – molti –  Perché Rosario, persona ligia al dovere e agli obblighi morali più che ad ogni altra cosa, ha abdicato alla vita e all’amore senza combattere.  Esiste ancora un filo di speranza? E se esiste, dove si trova?

Ognuno di loro è stato vittima del caos? È stato vittima di quell’insieme di coincidenze che seppur in apparenza non pesino più di un moscerino distratto o hanno meno forza di un temporale estivo, riesce tuttavia a dare alle loro vite un’altra direzione?

In un continuo concatenarsi tra presente e passato, tra conclusioni e nuovi inizi, i personaggi di questa storia troveranno alla fine una risposta al loro esistere?

Buona lettura!

 

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