valerio succi

ALLA RICERCA DEI TESTI PERDUTI: Fratelli di Giuseppe Ungaretti

Inauguriamo oggi una nuova rubrica: “ALLA RICERCA DEI TESTI PERDUTI”, curata da Valerio Succi. 

Valerio Succi, nato in provincia di Ravenna, ora abita a Bologna dove studia Lettere Moderne. Oltre a collaborare con scritto.io, ha un proprio blog (https://succivalerio.wordpress.com/) nel quale pubblica le proprie poesie.

Ecco il testo che ha analizzato, per noi, Valerio: si tratta di Fratelli di Giuseppe Ungaretti.

fratelli ungaretti


FRATELLI

Mariano, il 15 luglio 1916

 

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

 

Giuseppe Ungaretti

 

Fratelli, qui nella sua stesura definitiva presente nell’edizione del 1963 de L’allegria, è una delle poesie più conosciute e apprezzate di Giuseppe Ungaretti.

 

La lirica tratta il tema della fraternità e della solidarietà fra gli uomini nel momento stesso della loro precarietà, in questo caso data dalla guerra.

Il contenuto viene anticipato dall’indicazione di un luogo e una data, facendo assumere al testo valore diaristico.

La poesia si apre con una domanda rivolta a un altro gruppo di soldati, i quali vengono chiamati fratelli; in questo modo il poeta sposta il tema dalla guerra al senso di precarietà dei soldati, tutti accomunati dall’essere al fronte. Alla domanda però non segue nessuna risposta, ma risulta comunque importante perché presenta il solo segno di punteggiatura all’interno del testo (il punto interrogativo), sancendo così anche l’unica pausa.

La parola, continuando con la lettura, viene accostata, attraverso un’analogia, a una foglia appena nata, esprimendo così senso di fragilità.  La figura retorica però viene bruscamente “interrotta” dal rumore di alcune granate (aria spasimante), ma questo non fa che accrescere l’involontaria rivolta dei soldati che si oppongo alla tragica realtà circostante, i quali riscoprono appunto il loro comune senso d’appartenenza.

 

Nel suo complesso la poesia, caratterizzata dal verso libero, presenta una struttura circolare, contrassegnata dalla stessa apertura e chiusura (fratelli).

Acquistano rilevanza inoltre gli “spazi bianchi”, poiché, oltre a dare il ritmo, isolano parole fondamentali per il testo: nella notte, fragilità, fratelli. Così il poeta scarnifica il verso, giungendo alla parola-verso e creando maggior coesione fra significato e significante.

Si segnalano anche le allitterazioni del suono “fra” (fratelli, fragilità) e l’insistenza dei suoni “ento”, “ante”, “ente” (reggimento, tremante, spasimante), i quali legano l’idea di precarietà.

Dato infine che il tema è appunto il senso di fratellanza fra gli uomini, l’io lirico assume valore universale, il quale ridà umanità a un evento tragico facendo leva sul sentimento umano.


La rubrica “Alla ricerca dei testi perduti“, curata da Valerio Succi, sarà on-line ogni 15 giorni, non perderti il prossimo appuntamento!

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