La corsa: un libro di Michela Belotti

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La corsa di Michela Belotti racconta la storia di Sara, nata e cresciuta nella provincia di Bergamo. Una  ragazza semplice, una sognatrice. Una sera autunnale si trova a correre lungo un viale alberato, ferita e  terrorizzata. Dell’aggressione subita e dei giorni precedenti non ricorderà nulla, vittima  di amnesia. Nel tentativo di recuperare i tasselli mancanti della sua storia,  si troverà coinvolta in un fatto di cronaca nera. Insieme all’amica Lisa e al  Tenente dei Carabinieri Castelli, incaricato delle indagini, cercherà di  discolparsi dalle pesanti accuse. Riuscirà Sara a fare luce sulle ombre della sua memoria? Un’altalena di emozioni racchiuse in un adrenalinico racconto thriller; una personale rivisitazione su più piani narrativi del genere noir, condito da humor nero e a tratti romance.


Ecco cosa ha raccontato Michela Belotti di sé: 

Sono nata a Bergamo 33 anni fa. Mi hanno sempre appassionato la letteratura, il cinema, la politica e ovviamente la scrittura. Da adolescente ero ammaliata dalle appassionanti penne giornalistiche di Montanelli e Fallaci.Michela Belotti Avrei dato un braccio per saper mettere su carta i pensieri come facevano loro. Ho sempre amato leggere fin da piccolissima, mi faceva evadere dalla realtà, e sognavo un giorno di creare storie mie. Ho scritto articoli di vario taglio per piccoli giornali di distribuzione locale. Dopo essermi diplomata in Ragioneria ho intrapreso studi umanistici. Oggi vivo ai piedi delle valli bergamasche con un marito, una figlia, due conigli e un gatto. Lavoro presso un’azienda come contabile, anche se non ho mai smesso di scrivere. Amo viaggiare e sorprendermi sempre per le piccole cose. ‘La corsa‘ è il mio primo romanzo.

Perché ho scritto questo libro?

È difficile spiegare il motivo del perché un giorno uno si sveglia e si mette a scrivere una storia piuttosto che un’altra. Premesso che fin da quando mi ricordo sono praticamente cresciuta in una biblioteca, l’amore per lo scrivere è stata una diretta conseguenza della mia passione per la lettura.
Il mio autore preferito, Stephen King, parla del percorso creativo come di una tazza e di un manico. Credo sia una metafora perfetta. La corsa è arrivata sotto forma di tazza un giorno di qualche anno fa, continuava a ronzarmi per la testa e avevo un desiderio irrefrenabile di raccontarla, con la consapevolezza che quella era la storia giusta. Ma non avevo ancora il manico, cioè una conclusione che mi convincesse. Qualche mese fa, un giorno come altri, eccolo lì piombato dal nulla. Le parole sono diventate frasi, e le frasi poi un libro.

Buona lettura!

 

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