estiva poesia cardarelli

Estiva di Vincenzo Cardarelli

Vi propongo la lettura della poesia “Estiva” di Vincenzo Cardarelli perché la trovo sempre molto attuale, molto vicina all’immaginario collettivo che vede l’Estate come la stagione dei lenti risvegli, della certezza del sole, degli enormi riposi. Voi cosa ne pensate?

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini,
dell’albe senza rumore –
ci si risveglia come in un acquario –
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca;
stagione estrema, che cadi,
prostrata in riposi enormi;
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.


Vincenzo Cardarelli non è il vero nome dell’Autore, che nasce, in realtà, Nazareno Caldarelli. Infatti, egli

estiva poesia cardarelliprese il cognome della madre Giovanna Caldarelli, essendo figlio illegittimo. Nacque a Corneto Tarquinia (Viterbo), attuale Tarquinia, dove suo padre (Antonio Romagnoli), d’origine marchigiana, gestiva il buffet della stazione ferroviaria e qui trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza. Ebbe un’infanzia travagliata, in quanto fu privato sin da piccolo della presenza materna poiché fu abbandonato dalla madre stessa. Aveva inoltre, una menomazione al braccio sinistro e una vita caratterizzata dalla solitudine. Compì studi irregolari, formandosi prevalentemente da autodidatta. All’età di diciassette anni fuggì di casa e approdò a Roma dove, per vivere, fece i più svariati mestieri, fra i quali il correttore di bozze presso il quotidiano Avanti!. Sull’Avanti!, del quale divenne redattore. Nel 1909 iniziò la sua carriera giornalistica. Per tutta la vita Vincenzo Cardarelli visse appartato, trascorrendo nella solitudine esistenziale quasi tutta la vita; spesso, per affinità poetiche, caratteriali e fisiche (dato che soffriva della malattia di Pott)  è stato paragonato a Giacomo Leopardi. Vincenzo Cardarelli morì a Roma il 18 giugno 1959 nell’Ospedale Policlinico, solo e povero. Riposa nel cimitero di Tarquinia.

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