Confessioni “tradotte”

Recensione IO CHE VI PARLO di PRIMO LEVI

Io che vi parlo primo levi

Confessioni “tradotte”

Gli scrittori sono creature particolari, dotate di un gran potere: quello di svelare e nascondere allo stesso tempo. Quando lavorano alle loro opere, tirano fuori tutto ciò che hanno dentro, per scrivere la storia. Il lettore lo sa e ciò lo invoglia ancora di più ad addentrarsi nei meandri del libro, illudendosi di carpire, tra le righe, ogni segreto della mente che la ha partorita e qui sta il gioco di ogni scrittore. Che quelle righe in cui il lettore si addentra sembra che svelino, quando, in realtà, nascondono quel che l’autore non vuole rivelare, occultandolo sotto il velo della finzione e travestendolo da confidenza schietta. Di tutto questo ho trovato la prova schiacciante nel libro che mi accingo a recensire: IO CHE VI PARLO. Si tratta di tre interviste, anche se assomigliano di più a delle semplici chiacchierate tra amici, fatte da Giovanni Tesio poco prima della morte dell’autore. In questo libricino approfondiamo la conoscenza di Primo Levi come uomo, lasciando da parte le sovrastrutture del testimone, del reduce, dello scrittore e del chimico.  I tre dialoghi non seguono un piano preciso, ma si sviluppano a seconda degli argomenti sollevati quasi casualmente nel corso della conversazione. Ed ecco che emergono, ma solo per brevi istanti come saette, i tratti più intimi della personalità di Primo Levi quali la timidezza, la mitezza di carattere, l’infanzia, l’adolescenza, il rapporto con la famiglia eccetera. L’autore risponde schiettamente alle domande, ma senza rivelare troppo di sé. Solo il minimo indispensabile. Il gioco è interamente condotto da lui, e quando il suo interlocutore cerca di portarlo su un campo che non si sente di affrontare, con l’abilità tipica di ogni letterato Levi riporta la conversazione sul filo da lui prescelto. Ne emerge il commovente ritratto di una persona che ha affrontato mille tempeste, nel corso della vita, i cui alleati sono stati il lavoro e la scrittura. Quasi il bilancio di chi sente di essere giunto al crepuscolo dell’esistenza. Consiglio questo libricino a chiunque voglia approfondire la conoscenza di questo autore. Naturalmente dopo aver letto almeno le sue opere più importanti.

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