Un ponte tra scienza e letteratura

Recensione RANOCCHI SULLA LUNA E ALTRI ANIMALI di P. LEVI EINAUDI

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Un ponte tra scienza e letteratura

Calvino diceva che il primo romanzo non andrebbe mai scritto, perché dal momento in cui esce dall’ombra , il lettore si aspetterà sempre lo stesso genere dalle opere successive. Anche per Primo Levi , in un certo senso è stato così. Relegato a lungo fra i reduci testimoni, si tende a dimenticare che ha scritto altre meravigliose opere. Il libro che mi accingo a recensire contiene, appunto, alcune tra le sue pagine meno note ma che molto ci dicono su questo autore. Si tratta di una raccolta di racconti e poesie con un tema in comune: gli animali. Primo Levi sin da bambino era affascinato dalla natura e dagli animali, che si divertiva ad osservare non solo con gli occhi del naturalista, ma anche con quelli del filosofo, del linguista e molti altri. In esso vedeva una lente con cui osservare l’uomo e i suoi comportamenti. Leggendo queste pagine, al di là delle trame semplici, spesso buffe e divertenti, viene da chiedersi se l’uomo sia l’animale più intelligente o, piuttosto, il più stupido.  Da esse emerge  la straordinaria poliedricità dell’autore, i cui interessi variavano dalla chimica, alla letteratura , alla biologia, alla linguistica. E al lettore viene la triste sensazione di tutte le cose che Levi avrebbe potuto fare se la storia non glielo avesse impedito. Ma allo stesso tempo ci si rende conto di una cosa bellissima.  Come ho accennato in una precedente recensione, Primo Levi è riuscito laddove il sistema scolastico è tuttora carente : ricucire lo strappo tra scienza e letteratura. Costruire un ponte tra le due discipline. Tutti sono convinti che scienza e letteratura siano  rette parallele. Mondi inconciliabili che non possono incontrarsi in alcun modo. Utile e produttiva la prima; buona solo come passatempo la seconda.  Leggendo questo libro ho capito che non è cosi. Le due discipline si incastrano tra loro. Il termine scienza viene dal latino “scio” che significa “io so”, quindi “sapere”, da ciò  deriva che tutto è scienza, non solo le discipline che più comunemente definiamo “scientifiche”. La letteratura è il raccontare la vita. L’osservarla e il tentare di spiegarla, un punto di vista come un altro per capire noi stessi e il mondo che ci circonda e non è affatto inutile. Essa ci prepara mentalmente ad affrontare la realtà, a capire noi stessi per poi compiere le nostre scelte. Entrambe attengono all’uomo e alla vita, perciò non possono scindersi. Questa lettura è stata fondamentale per la mia formazione come donna e come scrittrice e la consiglio vivamente a chi disprezza le scienze letterarie.

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