Sradicati

Recensione SE NON ORA, QUANDO? di Primo Levi

Se non ora quando

Sradicati

Dopo COSI FU AUSCHWITZ, nel mio percorso nella lettura delle opere di Primo Levi, ho affrontato SE NON ORA, QUANDO?   Un libro molto diverso da quelli letti finora.  In questa opera lasciamo, almeno in parte, il Levi-testimone e incontriamo il Levi-scrittore Qui l’autore si misura per la prima volta con la fiction, con il romanzo vero e proprio, pur senza tralasciare le tematiche caratteristiche del suo pensiero. Protagonista di questa storia è Mendel, un soldato dell’Armata Rossa che, rimasto disperso dopo una  battaglia, in compagnia del misterioso Leonid, si incammina per unirsi ai partigiani della resistenza contro i tedeschi, in un viaggio che lo porterà dai confini estremi dell’Europa orientale fino in Italia. Il tutto attraverso vari pericoli e avventure. Scritto nella prosa secca e spiccia tipica di Primo Levi, questo intreccio tra  Iliade e Odissea, tra il poema di guerra e il romanzo storico, ci catapulta in  un passato e in un mondo così vicini eppure cosi lontani, specialmente per i lettori più giovani, e ci racconta  la tragedia di un popolo, quello degli ebrei slavi, cacciati dalle loro stesse patrie, sradicati dai luoghi dove avevano vissuto per generazioni e costretti a cercarsi un altro posto dove vivere. Il risultato della follia  nazista, i cui effetti si sono protratti fino ai giorni nostri con la questione palestinese. Eccetto i monologhi in cui il protagonista riflette su se stesso e sulla situazione sua e dei compagni, i personaggi non hanno una grande profondità psicologica. Il lettore impara a conoscerli dalle loro azioni più che dalle loro parole.  A tratti , il libro può apparire noioso, ma se si prova a contestualizzare, a mettersi nei panni dei personaggi e di chi visse in quegli anni terribili , ci rendiamo conto di quanto possa essere avvincente e profonda questa storia che, più che da un reduce italiano, sembra scritta da un vero partigiano slavo. SE NON ORA, QUANDO? è una lettura non facile. Richiede tempo e concentrazione, ma vale la pena affrontarla. Non solo perché Primo Levi è un autore eccellente, ma anche per comprendere un po’ di più cosa significasse davvero vivere quei tempi duri e approfondire la storia della resistenza in tutta Europa.

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