Il delitto e la vergogna

Recensione LA CHIAVE DI SARA di T. DE ROSNAY

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Il delitto e la vergogna

La storia dell’umanità è corredata di molteplici eventi. Belli e brutti. Purtroppo i secondi sono più numerosi dei primi e, bene o male, li ricordiamo. Esistono, però, dei fatti in cui l’abiezione umana cade così in basso che, una volta passati, tendiamo a dimenticarcene. A rimuoverli come la psiche rimuove un trauma troppo doloroso da elaborare. LA CHIAVE DI SARA parla proprio di questo. La storia si svolge su piani cronologici. Il primo è l’estate del 1942: la piccola Sara viene arrestata per ordine dai nazisti insieme alla sua famiglia. Prima di essere portata via, però, riesce a nascondere il fratellino nell’armadio a muro, con la promessa di tornare, poi, a riprenderlo. Il secondo è il 2002: Julia, una giornalista americana che vive da anni in Francia, deve scrivere un articolo proprio sul rastrellamento lì avvenuto nel 1942. Il suo si rivela un compito tutt’altro che facile. Da un lato l’ignoranza della gente sull’argomento e il non voler ricordare da parte chi c’era le rendono difficile reperire il materiale e dall’altro un misterioso intreccio con la storia di Sara. Un intreccio più profondo di quanto immagina. Scritto con uno stile molto scorrevole, questo libro intrigante e piacevole allo stesso tempo ci mette di fronte ad uno degli eventi più tragici della storia, mettendo a nudo due caratteristiche fondamentali dell’animo umano. Da un lato la sua crudeltà, la cattiveria che fa parte di noi, l’odio verso chi è considerato diverso. Un odio così profondo da portarci a commettere azioni tanto abiette senza battere ciglio. Azioni delle quali poi ci vergogniamo, tanto da non riuscire a parlarne. Da non volerle ricordare. In quell’epoca l’umanità cadde cosi in basso che ancora oggi porta il peso di quelle atrocità e credo che sarà così per sempre. E a chi in quegli anni non c’era sorge una specie di senso di colpa in quanto membri della razza che perpetuò quel delitto. E, come Julia, vorrebbe fare qualcosa, rimediare. Purtroppo quello che è stato è stato e niente potrà mai cancellarlo. Non si può fare altro che ricordare. “Meditare che questo è stato”, affrontando la vergogna e lo sconcerto. Solo così si può fare in modo che non accada mai più. E così facendo porteremo questa razza un passo più avanti verso l’essere davvero umana.

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