Le parole che salvano. STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI di M. Zusak

Recensione STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI di M. Zusak.  Frassinelli

Le parole che salvano

STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI di M. Zusak

I giorni scorsi abbiamo ricordato l’olocausto e la furia nazista. La più nera tra le pagine della storia dell’umanità. Su questo argomento sono stati scritti molti libri ed uno di essi vi propongo, questa settimana. Certo, c’è l’imbarazzo della scelta. Avrei potuto scegliere SE QUESTO E’ UN UOMO di Primo Levi, IL BAMBINO CON IL PIAGIAMA A RIGHE, LA MEMORIA DEI FIORI, e tanti altri ancora. E invece no.  Il libro che ho scelto credo lo conosciate un po’ tutti e, se così non fosse, consiglio vivamente di leggerlo, poiché, ve lo assicuro, merita tutta la fama di cui gode.  Si tratta di STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI Ambientato nella Germania nazista, tramite la voce di un narratore molto particolare, racconta le vicende di Liesel, una bambina che, durante il viaggio verso la sua nuova casa, perde il fratellino e, al suo funerale vede, per la prima volta in vita sua, un libro.  Pur non sapendo leggere, se lo porta via.  Una volta arrivata a destinazione, comincia, per lei, una nuova vita, costellata di varie difficoltà e peripezie.  In tutto questo, è sostenuta dall’amore del padre adottivo che, scrivendo l’alfabeto sul muro, le insegna a leggere e a scrivere, iniziandola al magico mondo delle parole, in cui Liesel trova un rifugio e un aiuto nell’affrontare la dura realtà in cui è costretta a vivere ; dalla madre adottiva, una donna “con il pugno di ferro”, ma che in fondo ha il cuore tenero e dal compagno di giochi Rudi.   La vita di Liesel subisce un’altra svolta quando il padre adottivo decide di nascondere in casa un ebreo, Max. In lui Liesel trova un inaspettato amico e una guida, che la porta a maturare e a comprendere ancora di più il mondo  e le persone che la circondano, nonché a far pace con il proprio passato.  Intorno alla protagonista ruotano molti personaggi minori, prima fra tutti la moglie del borgomastro, la quale, chiusa in una biblioteca , attende un figlio che non tornerà mai.  Scritto con un linguaggio tragicomico, ma leggero e accattivante, Zusak  ci regala un capolavoro da premio Nobel, con cui capire ancora meglio il secolo più nero della nostra storia.  Adatto ai ragazzi per approcciarsi a questa terribile pagina di storia e agli adulti, per osservare il mondo con gli occhi di una bambina e , soprattutto , recepire un grande insegnamento : che l’essere umano, per quante privazioni e soprusi possa subire, finché conserva dentro di sé quella piccola luce che gli permette di sperare, di non cedere, di far poesia, cioè creare, non sarà mai del tutto aggiogato e troverà sempre la forza per rialzarsi.  Un grande esempio di come la letteratura può salvarti la vita. Ribadisco : per me è da premio Nobel.

Qui la recensione di L’ARTE DI ESSERE FRAGILI di A. D’AVENIA

Qui il libro di Selene Luise IL TOCCO DEL ROVO

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