L’altra faccia del bel paese

Recensione LA PARANZA DEI BAMBINI di R. SAVIANO. Feltrinelli.

la paranza dei bambini saviano

L’altra faccia del bel paese

Se si potesse definire L’Italia con una figura retorica, molto probabilmente sarebbe un ossimoro.  Essa, infatti, è una terra bellissima, piena di quella storia e di quell’arte che tutto il mondo ci invidia. Ma è anche una terra amara , dura, testarda, restia a migliorarsi. Quando si pensa al suo lato oscuro, spesso si fa una scrollata di spalle e lo si bolla come qualcosa di marginale, tipico solo delle aree più degradate del sud. Un piccolo cancro facilmente estirpabile. Ma non è affatto così. Quel lato oscuro non riguarda solo il sud. Riguarda l’intero stivale. Anche il superbo nord.  Il libro che mi accingo a recensire, LA PARANZA DEI BAMBINI, tratta proprio dell’evoluzione di questo fenomeno, dell’altra faccia del bel paese, di quel che il pensare comune etichetta come mafia. Protagonisti di questo libro, non sono dei boss esperti, ma dei ragazzini. Ragazzini cresciuti a stretto contatto con questo lato oscuro e, assistendo al vuoto di potere lasciato dai  vecchi capi finiti al fresco , spinti da un  naturale desiderio di  realizzazione e autoaffermazione, si organizzano in gruppi e , gradino dopo gradino, tra spacci, rapine e omicidi, conquistano le zone rimaste senza capi, divenendone loro stessi i capi, rimpiazzando la vecchia generazione. Questo libro, da molti criticato a causa del tema trattato, nonché per la durezza con cui ne parla, è un grido di allarme.  Un grido rivolto allo Stato, a quelle istituzioni incapaci di intervenire laddove dovrebbero essere più presenti;  un grido che scuote le coscienze, chiamandole a non essere indifferenti a questo preoccupante fenomeno, perché esso ci riguarda tutti.  Non è stata una lettura facile, anche a causa delle numerose espressioni dialettali presenti nel testo, però non mi pento di averlo  letto. Di aver imparato qualcosa di nuovo sull’altra faccia del bel paese, poiché, in questi casi, la prima arma è la conoscenza. E a chi critica l’autore dicendo che racconta solo cose brutte, rispondo così: l’indifferenza non soffoca la verità; i problemi non si risolvono chiudendo gli occhi. Tutti sono bravi a raccontare il bello, ma raccontare il brutto è la vera sfida, soprattutto per uno scrittore. Un scrittore è degno di questo nome quando segue il proprio cuore, quando è capace di raccontare il bello come il brutto.  Questo è il compito di ogni storia : farci prendere coscienza di ciò che esiste ed imparare ad affrontarlo. Libro che consiglio a tutti. Nonostante lo stile un po’ pesante, vale davvero la pena leggerlo. Complimenti all’autore per averci saputo portare in questa terribile realtà, per averci insegnato a capirla senza giudicarla. Grazie per essere un esempio di determinazione e di coraggio, nonché un valido esempio per una giovane, aspirante scrittrice come me.  Continua così e non arrenderti mai.

Le parole che salvano. STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI di M. Zusak

IL TOCCO DEL ROVO di Selene Luise

Lascia una risposta