Un classico moderno: IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI di C.R. ZAFON

Recensione IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI di C.R. ZAFON . Mondadori

Recensione IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI di C.R. ZAFON

Un classico moderno

Dopo una lunga attesa, il tanto sospirato finale della saga IL CIMITERO DEI LIBRI DIMENTICATI, finalmente è arrivato. Non appena l’ho saputo, ho fatto  salti di gioia. Non vedevo l’ora di tornare nella Barcellona misteriosa e oscura di Zafon e di incontrare di nuovo quei personaggi che avevo conosciuto e amato nei tre episodi precedenti. Sono stata felice anche nel vedere che era bello grosso. Un po’ perché i libri più sonogrossi più mi tentano e un po’ perché mi entusiasmava l’idea di passare con i personaggi più tempo del previsto. Nel quarto e ultimo episodio della saga, ritroviamo , ovviamente, Daniel, ormai adulto e padre di famiglia ma con ancora appiccicate addosso le tracce del bambino che è stato e dalle quali non riesce a liberarsi completamente ; il fedele Fermin, Bea , il piccolo Julian e poi tanti personaggi nuovi, come Alicia, donna tenebrosa dall’esistenza travagliata , che la guerra ha indissolubilmente legato ai Sempere. Mai titolo fu più azzeccato. Con un sapiente gioco di incastri, l’Autore trascina il lettore attraverso varie piccole storie e innumerevoli personaggi più o meno importanti, il che crea spesso uno stato di spaesamento nel lettore, per poi condurlo al nocciolo della questione e all’imprevedibile finale di questa meravigliosa saga, che a mio parere, merita di entrare nel  Parnaso.

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI di C.R. ZAFONRicorrendo ad immagini e simboli che ormai gli sono propri, come gli angeli e la nebbia, Zafon non delude le aspettative  e ci regala un meraviglioso thriller, risultato  della combinazione tra letterario, psicologico e storico. Parlando dell’ultimo libro non posso non fare riferimento anche agli altri tre. In questa saga l’Autore riesce nel non facile compito di rendere gli episodi autoconclusivi e indipendenti gli uni dagli altri, e allo stesso tempo a legarli tra loro con filo sottilissimo, creando una potentissima storia paragonabile ai grandi romanzi del passato.  L’OMBRA DEL VENTO decanta l’amore per i libri e la loro magia. IL GIOCO DELL’ANGELO, il mio preferito dei quattro, racconta l’agonia dello scrittore. Qui occorre sottolineare l’abilità con cui l’autore ha disegnato una mente malata. IL PRIGIONIERO DEL CIELO, è il punto di transito della storia che raggiunge la sua epopea con IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI. Una saga che consiglio a chi ama il mistero  e la suspense e anche ai non-lettori, perché comprendano cosa prova chi non può fare a meno di quei mondi di carta.

L’imprevedibilità della vita

Libro Il tocco del rovo

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