Quello che le fiabe non dicono

Recensione LA STORIA INFINITA  di M. ENDE. Longanesi

Fiabe non dicono

Quello che le fiabe non dicono

Quando ero ragazzina c’erano tante cose che non capivo.  Ad esempio, perché, nei fantasy, i protagonisti, dopo essere andati nel paese incantato, aver sconfitto i cattivi ed essere diventati eroi, tornassero nel mondo reale. Alla sua monotonia e superficialità.  La risposta   a questa domanda l’ho trovata rileggendo LA STORIA INFINITA. Un libro che, anni addietro, non amavo particolarmente, perché costretta a leggerlo a scuola.Di recente, ho voluto riprenderlo perché mi accorsi che la scuola mi aveva rifilato solo metà racconto, ossia la parte più fiabesca, meno drammatica.  Rileggendolo, ho di nuovo incontrato Bastiano , Atreyu,   il regno di Fantasia e tutto il resto. Poi , quando sono arrivata alla parte della storia che non conoscevo, mi è caduto un velo dagli occhi. Vedendo Bastiano entrare nel libro come il salvatore di  Fantasia, l’eroe, essere ricevuto con tutti gli onori, cambiato nel fisico e nel carattere, ma che poi, a lungo andare, diventava talmente pieno di sé da autoproclamarsi  imperatore, le peripezie per ritrovare sé stesso e tornare nel suo mondo, ho colto il messaggio segreto delle fiabe. Ossia che la fantasia, le storie esistono per regalarci avventure e perle di saggezza, permetterci  di trasformarci in tutto ciò che vogliamo, senza i limiti della realtà. Tutto ciò  è molto bello, però, se riportiamo nel mondo reale quanto appreso nella fantasia. E’ questo lo scopo dei sogni: migliorarci internamente e poi, a nostra volta, migliorare il mondo in cui viviamo. Liberarlo dalla grettezza e farne un posto migliore. In caso contrario,  impazziamo e perdiamo la nostra identità di esseri umani.  Il segreto è tutto qui: tenere i piedi per terra e gli occhi al cielo. Questo il messaggio nascosto in ogni storia che ci viene raccontata, lo scopo principale della letteratura.

Se il sole muore di Oriana Fallaci.

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