Il vangelo dei poeti (e non solo)

Recensione L’UTILITA’ DELL’INUTILE di Nuccio Ordine. Bompiani.

Il vangelo dei poeti

Il vangelo dei poeti (e non solo)

La recensione che sto scrivendo è un po’ diversa da tutte le altre, perché questa volta non analizzerò un romanzo, bensì un saggio. Un saggio molto particolare, un libro piccolo e panciuto che gioverebbe a tutti leggere. L’UTILITA’ DELL’INUTILE. Il vangelo dei poetiA questo libricino mi accostai con uno scopo ben preciso: trovare le parole giuste per sostenere l’importanza degli studi umanistici, in  un coro di voci che strillano che tutti dovrebbero dedicarsi solo a numeri e formule, che la letteratura è un perdita di tempo che non serve a niente, ma soprattutto per smorzare l’odioso ritornello “con la cultura non si mangia”. Ebbene, ho trovato molto di più di quel che cercavo. Nel momento in cui lo lessi, si sollevò buona parte del velo circa la comprensibilità del mondo, a volte per me così indecifrabile, strano, contraddittorio. Un mondo, quello attuale, dominato dall’ossessione per il profitto, il guadagno immediato, l’ansia dell’accumulo. Mettiamoci pure la crisi economica e il gioco è fatto. La politica taglia i fondi a istruzione e ricerca, di conseguenza le biblioteche, le librerie e i musei chiudono e scuola e università offrono una preparazione inadeguata, a meno che tu non ti istruisca da te.  Il risultato di tutto ciò?  tecnicismi  freddi che ci trasformeranno in una razza sorda-cieca. Uno sciame di  api industriose incapaci di qualsiasi pensiero al di là del lavoro-guadagno-spendo. In una parola  l’umanità è sulla via di perdere se stessa. In tutto ciò , gli studi umanistici sono l’ancora di salvezza del nostro essere degli esseri pensanti. Essi ci rendono umani, ci ricordano chi siamo e da dove veniamo. E con ciò non intendo affatto criticare gli studi scientifici.  Studi umanistici e studi scientifici sono arti dello stesso corpo. Facce della stessa medaglia.  Al mondo servono entrambi. E ognuno deve dedicarsi a ciò che ama, senza lasciarsi travolgere dall’ansia del profitto. Solo così l’umanità non perderà se stessa. E per quanto possa sembrare assurdo e fuori luogo, in tempi come questi, io credo nella frase del vecchio Fëdor, “la bellezza salverà il mondo.” Il segreto è tutto qui. Questa è la chiave del progresso.

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