In un attimo già domani.

In un attimo già domani.

Faccio ordine.
Non ci capisco più niente, è impossibile.
Fogli, scontrini, appunti di non so che cosa. Biglietti aerei – la vacanza a Malta di sei anni fa -, biglietti del concerto di Renato a Roma…e poi quelli di Biagio, del Liga e di Vasco – quando si parla di musica non si guarda alla rivalità -…il biglietto della metro – ecco dov’era finito! – Penne, occhiali, forcine…ora che ho tagliato i capelli le posso anche buttare.
Devo fare pulizia. Via tutto. O quasi. Sono pur sempre una nostalgica!girls-1209321_960_720Lo scontrino del nostro primo caffé insieme. Quel caffé che ci ha riavvicinato dopo tanti anni, anche se solo per un attimo. E’ sbiadito, si legge male…vedo l’ora. Le 10.40. Dovevo essere in ritardo come al solito. E lui era sicuramente impaziente. Ricordo che mi aveva chiamata una decina di volte perché non mi vedeva arrivare. Chissà se aveva paura che ci avessi ripensato. O forse aveva solo fame. Ognuno alla fine si racconta la sua verità. Mi ricordo bene quel giorno. Le mani che tremano, quel bar in periferia che non prometteva niente di buono e al tempo stesso la sensazione di sentirsi come a casa. Il jukebox un po’scassato che però faceva tanto film. Si, ognuno si racconta la sua verità. E’ proprio vero.
Chissà se esiste ancora quel bar. Ne è passato di tempo. Sono cambiate tante cose. Lo butto? E’ solo uno scontrino su, un piccolo sforzo…
Guarda com’ero piccola in questa foto! Che broncio mamma mia…non avrò avuto voglia di fare qualcosa. Il tempo passa ma io non sono cambiata per niente. Se c’è qualcosa che non va non riesco proprio a nasconderlo.
Un bigliettino. Sarà uno di quelli romantici che ci scambiavamo alle elementari? Teneri!
Macché.
La firma è di Sally. La data è 23/03/1999. Una vita fa!
“Senti, io sono stufa, questo viaggio lo voglio fare”.
La mia risposta sotto: “E’ un’occasione unica, è vero, ma come facciamo a convincerli?”.
Ancora Sally: “Io parto, con o senza il consenso dei genitori!”.
“Hai ragione. Si vive una volta sola. Ce la faremo!”
Si vive una volta sola. La mia perla degli undici anni. Una donna vissuta.
“Sally ma dov’è che volevamo andare noi nel 1999?”
Dall’altra parte della cornetta, la voce rauca di chi ha appena aperto gli occhi.
“Ma cosa stai dicendo? Che ore sono?”
“Dai!!! Stavo facendo un po’ di ordine ed ho trovato un nostro bigliettino. Te lo ricordi dove volevamo andare?”
“Londra, mi pare. Volevamo imparare l’inglese. E soprattutto seguire il tuo Marco che doveva trasferirsi in Inghilterra con la famiglia”.
Già, Marco. Come ho fatto a dimenticarlo. Quanti pianti. “Distanze enormi sembrano dividerci, ma il cuore batte forte dentro me”. Quanto l’ho cantata. “Chissà se tu mi penserai…”
“Ma a Londra ci sei mai stata?”
“Mi prendi in giro? Una decina di volte”
“Giusto…la tua ex. Beh…io no. Partiamo? Toccata e fuga”
“Ora?”
“Controllo sul sito quand’è il primo volo”
“Sei matta. Andiamo.”
Inserisci la data. Inserisci i dati della carta di credito. Stampa.
Altri fogli. Altri biglietti. E’ già tutto in disordine. Di nuovo.

2 thoughts on “In un attimo già domani.

  1. Pingback: 14 Ottobre

Lascia una risposta