Attenti, morde. Recensione QUALCUNO CON CUI CORRERE di D. Grossman

Recensione QUALCUNO CON CUI CORRERE di D. Grossman. Oscar Mondadori.

Recensione QUALCUNO CON CUI CORRERE di D. Grossman

Attenti, morde.

Questa frase minacciosa, adatta più ad una fiera che ad un libro, scrissi sulla prima pagina del volume, non appena finii di leggerlo. Un impulso irrefrenabile mi spinse a quel gesto inconsulto e infantile, perché in quel momento era ciò che meglio esprimeva quello che provavo dopo aver letto quel libro. Essendo, per il momento, l’unico di Grossman in cui mi sono imbattuta, non posso dire nulla sull’autore, perciò , nel recensirlo mi limiterò a parlare della trama e di ciò che questa potente storia mi ha suscitato nell’animo. Ambientato in Israele negli anni novanta, i protagonisti sono due adolescenti  tra loro diversissimi: Assaf, un sedicenne alle prese con le inquietudini tipiche della sua età che , per lavoro, deve rintracciare il proprietario di una cagnolina smarrita; e Tamar, una ragazza intraprendente e ribelle che scappa di casa per salvare il fratello tossicodipendente.  I due ragazzi sembrano vivere in due mondi paralleli, ma il destino, sotto le spoglie di una cagna, li farà incontrare. Questo libro è micidiale. Prende a pugni. Dopo averlo letto, ci si sente come se avessi fatto a botte con un peso massimo. Ti sconvolge a tal punto che ti ci vuole qualche giorno per tornare alla realtà. Durante la lettura, mi sono rispecchiata in entrambi i protagonisti. Mi hanno sconvolta la crudezza e la semplicità con le quali racconta la psicologia giovanile, la solitudine e temi scottanti come la criminalità e la droga. Ma la cosa che più di tutto mi ha colpito è stato l’amore tra Tamar e il fratello Shai. Probabilmente perché sono figlia unica. Un affetto fraterno che non si ferma davanti a niente, pronto a sfidare tutto, anche la morte. Il personaggio di Shai è quello che mi è piaciuto di più. Mi ha colpito il fatto che, benché sia il maggiore, sembra il più piccolo; inoltre mi hanno colpito la sua timidezza, ingenuità e dolcezza. Mi ha ricordato molto Candido del mio IL TOCCO DEL ROVO. La realtà, con i suoi scherzi, mi ha portato a costruire una corazza di ghiaccio intorno al cuore, affinché non  possano ferirlo. Per anni, niente ha potuto scalfirla. QUALCUNO CON CUI CORRERE gli ha dato una martellata cosi potente che ha aperto una breccia. Per questo forse ha fatto così male. Si tratta di una crepa, però. Il ghiaccio tutto intorno è ancora duro e spesso, ma si tratta pur sempre di un passo avanti, di un piccolo progresso nella mia maturazione emotiva. Insomma un altro libro che ha fatto il suo dovere. Un’opera assolutamente perfetta, eccetto il finale, che sembra buttato lì alla svelta. Come se l’autore si fosse stancato della storia e avesse avuto fretta di chiuderla, ma cosa conta in un libro che ti resta nel cuore e che quindi non finisce mai veramente?

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