14 Ottobre

Quanti anni hai stasera, quanti me ne dai bambina…quanti non ne vuoi più dire, forse non li vuoi capire…14 OttobreE’ un po’ come il 31 Dicembre. Si fanno i bilanci. Si riflette. Si pensa con malinconia a quello che è stato e che non tornerà più (i miei 28, 27, 26, 25…che ansia!). Si immagina il futuro.

Cosa cambia da domani? Niente. E’ un giorno come un altro.
E allora cosa si festeggia oggi? Uno in più…nient’altro che un numero…neanche un numero pari tra l’altro.Eppure non ce la facciamo a far finta di niente. Io sono quella che almeno una candelina la deve spegnere. E un desiderio non lo vuoi esprimere? Che poi quando ti ritrovi lì davanti alla torta è un attimo. Mille pensieri, mille cose che vorresti accadessero e solo una scelta da fare. Il tempo che passa, tutti che ti stanno guardando e la candelina che si sta lentamente sciogliendo.
“Dai, soffia!”
E ti ritrovi a desiderare la prima cosa che ti viene in mente e a maledirti durante i successivi minuti per non averne scelta un’altra.
“Tanto non si avverava lo stesso”, pensi. Ma in fondo a queste cose tu ci credi ancora.
Anche se alla tua età non dovresti più. O almeno così dicono. Ma chi se ne importa.

Ho messo via un po’ d’illusioni che prima o poi basta così, ne ho messe via due o tre cartoni, comunque so che sono lì.

Quante cose possono accadere in un anno della nostra vita? E’ vero che gli anni sembrano volare (almeno dopo una certa età…) ma se ci pensiamo bene ogni giorno è un cambiamento…cambiamo noi, cambiano le situazioni, cambiano le persone che abbiamo intorno…quelle che restano (nonostante le nostre insicurezze, i nostri cambi d’umore e le nostre rughe intorno agli occhi…), sono davvero le uniche che contano. Una sicurezza in mezzo a tanti cambiamenti.
E’ stato un anno intenso, tormentato e pieno di emozioni.
Un anno come dovrebbero essere tutti.
Sono cresciuta, sono diventata grande?
Non lo so. Chi è che decide quando si diventa grandi?
E’ davvero così importante una data di nascita scritta sulla carta d’identità?
Forse, almeno per le apparenze.

Ho messo via i rimpiattini, dicono non ho l’età…ma se si voltano un momento, io ci rigioco perché a me va…

Ma io non mi arrendo. E voglio continuare a vivere la vita con l’entusiasmante incoscienza di un bambino.
E con il sorriso. Sempre.
Anche quando davanti a questo numero nove ci saranno il tre, il quattro, il cinque, il sei, il sette, l’otto…e poi il nove è il numero dei bomber. E questo anno che mi aspetta lo voglio vivere proprio così.

Da bomber.

Io, che un bomber non lo sono mai stato. Ma che di partite ne ho giocate tante. Con coraggio, altruismo e fantasia. E non sarà di certo uno stupido numero ad impedirmi di giocare ancora.

Ai suonatori un po’ sballati, ai balordi come me, a chi non sono mai piaciuta, a chi non ho incontrato…chissà mai perché…[…] Ai miei pensieri, a com’ero ieri…
…e anche per me.

Ore 23.05 (perché anche l’orario è importante quando si tratta di invecchiare…!).

Buon compleanno a me.

E fatemi gli auguri.
Tutti.
Che sono permalosa.
Tanto.
In vecchiaia anche di più.

In un attimo già domani di Serena Casalini

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