Senti che bel rumore

Senti che bel rumore

Senti che bel rumore

Siamo troppo precisi.
Vogliamo sempre organizzare tutto in modo da prevedere ogni minima variabile.
Non vogliamo mai deludere nessuno. Vogliamo apparire sempre al meglio, sia nel lavoro che nella vita privata.
Vorremmo che tutto fosse perfetto.
E ci basta un niente, un orario sbagliato, una parolina fuori posto, una critica pungente. E il nostro “mondo perfetto” crolla.
E con lui tutte le nostre certezze.
Ma, pensiamoci.
Le cose più belle ci accadono quando non abbiamo organizzato proprio un bel niente.
Quelle cose che ci scombinano i piani e che cambiano il volto ad una giornata.
Una telefonata improvvisa, uno sguardo complice, una pazzia dell’ultimo minuto.
La perfezione non esiste. Dobbiamo mettercelo in testa.
Esistono le cose volute e fatte d’istinto, che tanto più ci pensi e peggio è.
Perché i “non so se posso”, i “ti faccio sapere”, i “vediamo come riusciamo ad organizzarci” saranno sempre clamorosamente battuti da uno “Scendi che sono sotto casa tua”.
Perché le cose o si fanno per bene o non si fanno. Tutto vero. Ma quante sono quelle che ci perdiamo aspettando il momento giusto, il posto giusto, la situazione giusta?!
Le corse folli la mattina per non perdere l’autobus che ti portava a scuola.
Le scritte sui banchi, i bigliettini lanciati, i “ti vuoi mettere con me” con le due caselline da barrare.
Un bacio all’improvviso. Un messaggio che non ti aspettavi e che ti cambia la giornata.
Un tuffo in piscina a mezzanotte per festeggiare il tuo compleanno.
Il gol all’ultimo minuto che vale un campionato. Quello che dovevano vincere tutti tranne voi.
Ritrovarsi a parlare con qualcuno conosciuto la sera stessa ed accorgersi di aver fatto l’alba insieme.
Il tuo primo viaggio da solo.
La tua prima macchina. La soddisfazione di averla comprata con i tuoi risparmi e la convinzione che non la guiderà mai nessuno apparte te. Forse.
Guardare nella sua direzione con il cuore in gola e scoprire che ti stava già guardando. Chissà da quanto, poi.
Una birra in riva al mare insieme a tuo fratello.
Il primo grande amore che incontri per strada dopo vent’anni e che ti sorride ancora imbarazzato come un ragazzino.
Commuoversi senza pudore guardando un film.
Guardarne un altro per l’ennesima volta nonostante tu sappia a memoria tutte le battute. E riderci ancora. Senza freni.
Fare l’amore con il tuo uomo, la tua donna o con chi riesce a farti provare quei brividi che non provavi da tempo.
Ritrovarsi a canticchiare la hit del momento con una bambina che potrebbe essere tua figlia. E sentirti maledettamente giovane. Almeno per un attimo.
La tua prima vera casa che prende forma piano piano.
La voglia di diventare adulto e la consapevolezza di sentirsi ancora un bambino.
La ragione ti porterà sempre a fare la cosa giusta. Più o meno.
Ma un’emozione ti indica quello che vuoi davvero. E che a volte è così semplice che quasi non ce ne accorgiamo.
Chi se ne frega di un capello fuori posto, del trucco sbaffato o di una pianificazione buttata all’aria.
Alziamoci la mattina spettinati ma con il sorriso stampato in faccia.
Affrontiamo la giornata con la mente piena di pensieri scombinati ma con l’anima colma di emozioni.
E pensiamo un po’ di meno.
“Per vivere davvero ogni momento, con ogni suo turbamento…come se fosse l’ultimo”.
Che tanto, tutto perfetto non sarà mai. Fortunatamente.

di Serena Casalini


Serena Casalini cura la rubrica “Pensieri e Parole”, on line ogni venerdì, regalandoci brani meravigliosi come questo e tanti altri.

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