Non è tutta colpa del pipistrello di Fabien C. Droscor

Non è tutta colpa del pipistrello (Robin edizioni, 2016, pp. 292, euro15) di Fabien C. Droscor (pseudonimo di Francesco Bordi) si fa interprete delle nevrosi della società ai tempi dei social network, dove ognuno vuol essere attore assoluto e indiscusso della propria vita, relegando agli altri la colpa dei propri insuccessi e delle inevitabili sconfitte, scambiando il reale con il virtuale, e viceversa.

received_519537921579219

I protagonisti del romanzo, come eterni ragazzi, giocano con le esperienze che la vita offre e non imparano nulla da esse, o forse sì.
A innestare la marcia e a far partire la macchina narrativa ci penserà Lorenzo, un libraio che, stanco dell’ignoranza diffusa, non manca di sfogare la propria rabbia con i clienti, a costo di essere licenziato in tronco. La stessa con cui attaccherà una lettrice alla ricerca di un libro da cui hanno tratto il film A Beautiful Mind, “venite qua senza avere la minima idea di che cosa significhi leggere un libro. Gustarne il contenuto. Magari perché così gente come lei può andare dalle proprie amiche rincojonite e dire ieri mattina sono andata da Feltrinelli a compare un libro, pensando che faccia molto intellettuale”. Sarà Donatella, la “pugliesotta”, a placare la furia inspiegabile del collega, consigliandogli di chiedere scusa anche ai responsabili della libreria per evitare il peggio. Si sa che ad ogni azione corrisponde sempre una motivazione e Lorenzo ha segreti che condivide con il suo diario. Un diario che inizierà a scrivere soltanto dopo essere fuggito a Parigi e che si rivelerà utile per spiegare e chiarire e anche i suoi sentimenti.
L’Autore, con un linguaggio semplice e immediato, ci fa esplorare il malessere interiore che serpeggia tra le righe di questo libro e che si insinua nelle teste delle sue creature, tanto che l’intreccio amoroso fra i tre personaggi, vissuto nell’incertezza di un sogno da realizzare a tutti i costi, spinge Lorenzo Parrini, Donatella Rometti ed Eleonora Savini a mescolare obiettivi professionali e ambizioni personali, dando origine a incastri e a situazioni al limite della parodia di se stessi, come l’amore ossessivo di Eleonora per Christian Bale nei panni di Batman, il pipistrello più famoso del mondo. Persino la colonna sonora ha un suo significato, in particolare a una canzone dei Modern Talking, un noto duo del panorama musicale degli anni ’80.
Oltre che un romanzo, Non è tutta colpa del pipistrello pare essere la sceneggiatura di una commedia degli equivoci in due tempi, già pronta per finire davanti a una cinepresa.

Lascia una risposta