Le tre parole più strane

Le tre parole più strane

Le tre parole più strane

Quando pronuncio la parola futuro,
la prima sillaba già va nel passato.
Quando pronuncio la parola silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola niente,
creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.

 

Le tre parole più strane è una poesia di Wisława Szymborska, poetessa polacca che ho scoperto recentemente.

Le tre parole più strane

È nata a Kórnik il 2 luglio 1923  ed è morta a Cracovia il 1º febbraio 2012. È amatissima, tanto che in Polonia, ha venduto fino a 500.000 copie,  tenendo testa ai più notevoli autori di prosa, anche se la poetessa ha ironicamente osservato, nella poesia intitolata Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubią poezje), che la poesia piace a non più di due persone su mille.

Ad alcuni piace la poesia

Ad alcuni piace la poesia
Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo;
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

Qui altre poesie d’autore

Conoscevate già questa poetessa? 

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