Arma infero. Il mastro di forgia di Fabio Carta

Arma infero di Fabio CartaAmbientato sul piccolo pianeta Muareb, lontano anni luce dalla Terra, Arma infero. Il mastro di forgia (Inspired Digital Publishing, 2015, pp. 693, euro 1,99 – ebook) di Fabio Carta racconta la vita e la guerra combattuta da metaumani e umani, “Una lotta totale, spietata e fratricida, che ha visto versare solo il sangue dei figli di Sol, fratelli contro fratelli”, di origine terrestre.
Ci penserà il vecchio “Karan, già Karasja di Ganesha oasi di Zoshima, rinato figlio dei calanchi, maniscalco della cavalleria coloniale di Dragan, eroe della Cerchia del Pagan, ulano volante e maestro di lancia dell’Arconte designato Silen” a narrare, come un cantastorie d’altri tempi, le gesta del grande Lakon, il Martire Tiranno, perché “La virtù di tutti quei nobili cuori è condannata a diluirsi in un mare sconfinato di tentativi, di esperienze, di ricordi e di considerazioni comuni in cui non esiste il metro della morale o dell’etica, ma solo quella dell’utile, del funzionale, del verificato, dell’astrattamente preveduto e dello scientificamente provato”. E così “tutti i pellegrini, i caporali presenti, lo sciamano, ogni uomo o donna” restano ad ascoltare storie di battaglie e di amicizia, ma anche di rapporti commerciali tra boreani e gordiani. Ad arricchire la trama e l’intreccio di questo resoconto puntuale e cronologico degli eventi ci sono altri personaggi che, a vario titolo, ruberanno la scena al prigioniero semiartificiale, tra cui Guderian, Turfan, Zieten, Silven, Ratokin, Karasja e Luthien di Gargan che fa tremare il cuore con la sua femminilità sensuale e misteriosa.
Non mancano descrizioni minuziose del monoruota zodion, vera e propria macchina da guerra con cui attraversare agilmente i calanchi schiacciando sassi e nemici, e di tute ambientali necessarie per la sopravvivenza su un pianeta gelido e ormai quasi deserto.
Fabio Carta, attraverso accorgimenti come le analessi (flashback, si direbbe nella cinematografia) o le prolessi (flashforward nel cinema), trascina il lettore in una maratona narrativa con un romanzo intenso di emozioni, di perle di saggezza e di spunti di riflessione su temi di attualità, tra cui la guerra e le sue tragiche conseguenze, sia per gli esseri viventi che per il pianeta.
Mescolando abilmente termini arcaici con quelli moderni, l’Autore ha saputo costruire un linguaggio adeguato alla dimensione temporale che sembra sospesa tra Medioevo, per la descrizione gerarchica e organizzativa della popolazione, e Futurismo, per la presenza di astronavi, macchine da guerra, armi, laser, fotoni ad alta energia e vestiario che ricorda Star Wars.
Arma infero è avvincente come un film e il finale aperto de Il mastro di forgia lascia presagire che questo romanzo sarà il primo episodio di una saga fantascientifica. Un lavoro corposo e certosino, a dimostrazione di uno dei tanti insegnamenti disseminati nel libro: “Ricorda che ci vogliono mani e testa per lavorare bene.”
Ad maiora.

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