Inseguendo un goal

Inseguendo un goal

Inseguendo un goal

“Vieni a studiare da me oggi? Ripassone per l’esame di storia, gelato e usciamo in centro a fare shopping! Non ho niente da mettermi per la festa di venerdi!”

“Ho l’allenamento oggi. Domenica partita fondamentale, non posso mancare.”

Tanto impegno, sudore e qualche sacrificio. Ma un benessere e una soddisfazione immensa.

Amo lo sport. Amo l’agonismo e la sana competizione. Con gli altri e con me stessa.

La preparazione ad una gara importante, l’attesa, la paura e la voglia di far bene.

Le sconfitte che segnano, le vittorie che ti riempiono d’orgoglio.

E non importa che si tratti di un’olimpiade, di un mondiale o di una sfida con gli amici.

Allenarmi mi fa sentire bene.

La gara, poi. Adrenalina pura.

Il tifo, i cori e gli sfottò con gli avversari.

Le palpitazioni durante un’azione decisiva.

“Ci sono cose più importanti nella vita!”

Certo, ma per me la vita è anche tutto questo.

Gonfiare la rete con un pallone. Che sia sull’erba, in acqua, sulla sabbia o sul cemento poco importa.

L’obiettivo è sempre quello.

Proteggere la tua porta a tutti i costi. Perchè “se non hai difesa gli altri segnano…”

L’importanza del gruppo, l’importanza della squadra.

Una squadra in cui tutti fanno la loro parte.

La mira e la tecnica che ti fanno centrare il canestro.

La mira e la tecnica che ti fanno colpire un piattello.

Una vasca in cui devi dare tutto te stesso per arrivare alla fine. Prima degli altri. Ma anche solo per arrivare alla fine. E dire “ce l’ho fatta”.

La fatica, i pensieri che ti invadono la mente, la voglia di tagliare un traguardo.

La voglia di superare te stesso, prima di tutto.

La voglia di sentirti libero e fiero.

Le gambe che tremano, le braccia che fanno male. Una pista davanti a te.

I salti carpiati, i tuffi senza neanche uno schizzo.

Le ruote di una bici che girano veloci, l’acqua della borraccia e la voglia di non mollare.

Una pallina piccola piccola da spedire nell’angolino opposto al tuo.

Il rombo di un motore. L’emozione di un sorpasso all’ultima curva.

Un colpo di fioretto. Una mossa provata e riprovata che mette l’avversario ko.

La palla che sfiora la rete e cade a terra.

Il salvataggio a cui non credeva nessuno.

L’ultimo passaggio.

L’ultima occasione.

L’ultimo secondo.

“Ma non sei stanca?”

“Sto bene. Sto proprio bene”

Amo lo sport. Quello vero, quello pulito.

Quello che ti fa sentire in pace con il mondo.

Quello che unisce.

Quello che emoziona.

Mi infilo i pantaloncini, mi allaccio le scarpette e sono pronta.

Gli occhi della tigre.

Il sorriso di un bambino.

“Niente paura, tu corri…”

di Serena Casalini

Puoi conoscere meglio l’autrice attraverso la sezione COLLABORATORI di scritto.io

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