Pieni di vita

Pieni di vita

Pieni di vita

Corri, corri, non ti fermare… ….non ce la faccio, non ce la faccio… ….ce la devo fare per forza… …dai, dai, dai… …salta! Eccomi qua. Di corsa, come al solito. All’ultimo secondo, come al solito. Sarebbe troppo facile partire in tempo…no, a me piace il brivido…mi piacciono le sfide…e poi correre fa benissimo. Soprattutto la mattina presto. Soprattutto se non puoi fare altro, visto che sei in ritardo. Come al solito. Uno di questi giorni l’autista mi lascia a piedi. Poi lo vedi il brivido. “Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti” “Bella! E’ tua?”

“Macché…Eraclito. Era nei Baci Perugina…secondo te vuol dire qualcosa?” “Non ti ha ancora scritto?” “No.” Claudia. Mia collega e compagna di viaggio. E’ così strano come due persone, pur lavorando nello stesso ufficio da anni, si scambino appena qualche saluto di cortesia. E poi, improvvisamente, complice un trasloco e un bisogno fortissimo di parlare con qualcuno, si ritrovino a fare il tragitto casa-lavoro tutti i giorni insieme. L’una accanto all’altra. Claudia parla in continuazione. E la sua storia con Luca, sempre che di storia si possa parlare, è di quelle tra le più familiari a noi donne romantiche. E con le bende sugli occhi. Diciamocelo. Lei ama lui. Lui ama lei. O almeno, lei ne è convinta. Perché uno che la guarda con quegli occhi…uno che la chiama di notte perché vuole vederla…uno con quel sorriso…non può che amarla. Matematico. Però son tre giorni che non si fa vivo. Ma sicuramente avrà finito il credito. O magari gli hanno rubato il cellulare. Poverino. “Mandagli un messaggio tu no? Ormai gli uomini vogliono farsi corteggiare e a noi donne tocca fare il primo passo.” Ludovica si siede sempre dietro di noi. Le cuffiette nelle orecchie e le dispense di latino da studiare. E’ una ragazza giovane, sa come funziona. Mica come noi. “Non posso! Il suo numero non ce l’ho e su messenger mi ha bloccata! Sicuramente avrà premuto qualche tasto per sbaglio, poverino”. Però la ama. Perdutamente. In prima fila dietro all’autista, una coppia di anziani che tutte le mattine percorrono quei 55 km insieme a noi per arrivare in centro e raggiungere i nipoti. Fanno i nonni a tempo pieno mentre la figlia è al lavoro. La babysitter costa troppo e loro non ne vogliono sentir parlare. Ci sono apposta. Anche se devono viaggiare per un’ora tutte le mattine su di un autobus affollato. Lei…logorroica. Quasi peggio di Claudia. Lui…sordo. Lui non la capisce mai alla prima. Lei si innervosisce. Discutono in continuazione. Ma si tengono sempre per mano. Perché lei ha paura delle frenate brusche dell’autista, dice lui. Perché lui non si ricorda le fermate e rischierebbe di scendere a quella sbagliata, dice lei. Si sopportano. E si vogliono un gran bene. Che sia questo il segreto per un grande amore? Eccolo che sale: maglia nera attillata e jeans strappati. Tutti i giorni più abbronzato. Non abbiamo ancora capito cosa faccia nella vita ma poco importa. Ludovica ha abbandonato definitivamente l’idea di tradurre la versione di latino e io mi rifaccio un po’ gli occhi. Claudia no. Lei ha Luca. Che la ama. “Ti ho vista sai? L’hai guardato!” “Non è vero!”, dico sorridendo. Ho un debole per Simone. Come tutti i lunedì, la mamma lo sta accompagnando nella struttura dove trascorrerà tutta la settimana. Lontano da casa ma circondato dall’affetto e dalla serietà di professionisti che si prendono cura di lui. E di tanti altri. Simone è un rapper. Crea rime all’istante. Su tutto. “Tutte con gli occhi a cuoricino ma non vedete che è solo un bambino? Vi illudete per un occhiolino ma non vi siete accorte che l’ha fatto anche a quel biondino”. No, non ce n’eravamo accorte. E’ sempre un passo avanti. Lo adoro. “Claudia, te ne sono rimasti ancora di Baci Perugina?” “Tieni. E’ l’ultimo.” Siamo quasi arrivate. Un’altra settimana di lavoro ha inizio. Un ultimo istante di piacere prima di entrare in ufficio. Scarto piano il cioccolatino e leggo ad alta voce: “La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”. Tutti si girano a guardarmi. Arrossisco. E’ proprio vero.

di Serena Casalini


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Toscana, 28SERENA CASALINI anni, appassionata di sport e di musica italiana. Mi piace scrivere e lo faccio per far entrare gli altri nel mio mondo, per esprimere quello che sono e per tirare fuori tutte le emozioni e i pensieri che ho dentro.

La rubrica “Pensieri e parole” di Serena Casalini torna venerdì.

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