Il momento di partire

Il momento di partire
 Arriva un momento in cui senti di dover cambiare la tua vita. Non è presunzione. Non è superficialità. Probabilmente non sarà neanche la scelta giusta. Ma in quel momento non vedi altra via d’uscita. Devi partire, ti senti soffocare. Il lavoro c’è e non c’è. E comunque, non è come lo vorresti. La famiglia…quella c’è. Sempre.

Ma forse è tempo di cominciare a camminare da solo. E poi…lei. Lei c’è. Anche troppo. E’ sempre nei tuoi pensieri. Ma non è più con te. E l’ultima cosa di cui hai bisogno in questo momento è di vederla ridere e scherzare con un altro. E succede continuamente. Ovunque tu vada. Un classico. “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Sarà davvero così? Forse no. Ma è arrivato il momento di provare a voltare pagina. E non si tratta di fuggire. Non si tratta di non saper affrontare le cose. Quelle, a volte, vanno lasciate così come sono. Si tratta, piuttosto, di alzarsi la mattina, guardarsi allo specchio e cominciare la giornata con un sorriso. Perché la vita è una sola. E tu stai provando ad essere felice. Che poi è l’unica cosa che conta davvero. Hai fatto la valigia all’ultimo minuto gettandoci dentro alla rinfusa quante più cose possibili. “La felpa si, ne avrò bisogno. La camicia no, e poi chi la stira? Questo lo butto via, i documenti ci sono…la pallina portafortuna dov’è?” La volontà è importante, questo si sa, ma un po’ di fortuna è fondamentale. E a noi piace pensare che possa trovarsi ovunque, anche all’interno della pallina con cui giocavi alle scuole elementari. Un ultimo sguardo alla tua camera, un bacio alla mamma e via. Che tanto qualcosa ci dimentichiamo sempre, dobbiamo farcene una ragione. Così sei partito. Deciso e consapevole. Lo sguardo glaciale di chi non ci vuole pensare un attimo di più. Perché magari poi cambia idea. E non può più permetterselo. Lo sguardo fiero che ti fa apparire forte ma che, in realtà, nasconde tanta paura. Paura di fallire, di pentirti, di deludere le persone a cui vuoi bene. Ma tu sei un uomo. E gli uomini non hanno paura. O almeno, non la devono far vedere. Hai salutato gli amici, quelli veri, con una pacca sulla spalla e la promessa di non perdersi mai. E hai preso il volo. Il primo di una lunga serie. Sei partito lasciandoti alle spalle persone, momenti, ricordi. E il sole. Si perché quello, dove sei adesso, lo vedi proprio poco. E ti manca. Tanto. Non è stato facile. Una città nuova che stai cercando di farti piacere, tante cose da imparare, tante prove da affrontare. Non è stato facile e probabilmente non lo sarà mai. Ma va bene così. L’essere uomo è tutto lì: nello spirito di adattamento, nel sacrificio, nel coraggio e nella voglia di emergere. Senza mai dimenticare il rispetto per gli altri e le emozioni che provi. Quelle che ti fanno vivere. Quelle che danno un senso a tutto il resto. Forse ancora non te ne rendi conto ma tu ce l’hai fatta. Hai vinto. Alla faccia di quel sessanta risicato che hai preso alla maturità. Alla faccia di quei numeri che appaiono davvero ridicoli ed insignificanti di fronte ad un’esperienza di vita tanto grande. Hai vinto perché hai provato a vivere come volevi. Hai vinto perché non ti sei arreso. Hai vinto perché adesso sei un cittadino del mondo. Io non so se eri già un uomo come volevi far credere, ma ora sono sicura che lo sei diventato. Lo vedo nei tuoi occhi che brillano quando torni a casa e racconti quello che ti sta succedendo. Lo vedo nei tuoi gesti, nei tuoi sorrisi e negli occhi lucidi quando devi ripartire. Lo vedo quando dormi tranquillo nel tuo letto e sembri ancora un bambino. Un bambino che, però, ha già imparato tanto. E che non vuole smettere mai di farlo.

di Serena Casalini

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Toscana, 28SERENA CASALINI anni, appassionata di sport e di musica italiana. Mi piace scrivere e lo faccio per far entrare gli altri nel mio mondo, per esprimere quello che sono e per tirare fuori tutte le emozioni e i pensieri che ho dentro.

La rubrica “Pensieri e parole” di Serena Casalini torna venerdì, continua a seguire scritto.io!

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