Poesia in forma di rosa

Poesia in forma di rosa – Autori Vari

Recensione di Pasquale Braschi

13414105_478055219060823_372971757_n

 

Alla domanda “Che cos’è la Poesia?” si potrebbe rispondere affermando che essa non è soltanto un’esaltazione estetica della parola sottoposta a rigide regole metriche in forma di versi, è anche il raggio di luce che illumina la nostra umanità, rendendo più chiaro

il pensiero e salvaguardando la sua dimensione spirituale, come una preghiera (Scorrono grani tra le tue dita/come perle infilate nell’orlo/del tuo più bel vestito). È un sentire profondo, un susseguirsi di emozioni che scaturiscono dall’intimo degli autori (Maria Campeggio, Bianca Rita Cataldi, Silvia De Luca, Maurizio Evangelista, Rosanna Santoro, Dirce Scarpiello) per finire nelle pagine di questa antologia Poesia in forma di rosa (Les Flaneurs Edizioni, 2016, pp. 80, euro 7) a cura di Elena Diomede. Nei componimenti c’è spazio per il corpo e il cuore, l’uno contenitore dell’altro, che aspirano e anelano ad un mondo migliore (Vorrei poter riavere la mia vita,/le mie speranze, i miei desideri,/le mie risate che sono tutte diventate cartoline illustrate del passato), per il Principe Azzurro, simbolo di quell’amore fiabesco che l’universo femminile attende con speranza e che spesso si consuma nel disincanto della quotidianità (Pensavo di non meritare tutto questo,/mentre bruciavi/le mie ali di cera/per tenermi ancorata/alla tua terra/e io facevo il tuo gioco, e per ciò che ci circonda, ad esempio la terra (Le mie radici/nella mia terra/dove scenderà/la mia bara/profumata d’incenso), il sole, l’albero, il fiore, la Coca Cola, la casa, il prato (Io e te/Lo scheletro di una mucca/Gli occhi di un bambino/Una casa vuota/Il colore dei prati nelle tue parole), le stagioni, la pioggia (Tic, tic, tic ti sento/nella prima pioggia di settembre/che ancora odora d’abbronzatura). Il tutto è verseggiato con parole che evocano immagini fugaci, come scatti rubati al tempo che scorre inesorabile (Gemmano i ricordi/affiorano generazioni/flotte di bimbi e suoni di sirene), piene di positive aspettative che racchiudono il desiderio di fuggire da un presente senza futuro (Da questa vita in bianco e nero,/da questi giorni sempre uguali,/dove più nulla sembra vero,/dove non riesco più a guardare/nessuno negli occhi senza pensare).

L’Amore è dotato di una sua geometria, perfetta e al tempo stesso incomprensibile, che mescola le storie tue geografiche,/la solitudine delle isole,/dei ponti sospesi sull’acqua ai sentimenti, ma è il vederti, l’immensità del mio/viaggiare. E proprio dai nostri viaggi esistenziali, a volte, scaturisce la consapevolezza che ci dimentichiamo delle cose e che, forse, finiremo col vivere nel vuoto e con l’ammettere che il mondo/è questo albergo, un bicchiere,/questo atto d’amore all’infelicità.

Ma è quasi sempre nei momenti più impensabili che accade qualcosa di magico: l’epifania di un innamoramento, improvviso e inaspettato, capace di far vibrare le corde del cuore (e quando il vento solleverà la tenda/mi accorgerò di essere innamorato di una finestra aperta). Un gioco delle parti in cui gli amanti, colpiti dal dardo di Cupido, vivono in simbiosi perfetta (Io e te/Lo scheletro di una mucca/Gli occhi di un bambino/Una casa vuota/Il colore dei prati nelle tue parole) nel tentativo di coglierne il mistero: Se so qualcosa dell’amore/è questo gioco delle parti,/il sapore del tuo sapore,/lo sguardo del tuo sguardo,/mentre mi tocco il cuore al petto/e ti sento battere. Tutto si fonde in un armonico universo, l’Uomo e la Natura, rispettivamente il figlio e la madre: Acqua/che scendi dalle nuvole/radunate in cielo/lava il mio viso e l’anima/e scava silenziosa/fin nelle budella.

L’Amore è presente in tutte le sue sfaccettature, perché la vita senza di esso è come lo stelo spinoso senza la rosa.


10398048_420196928179986_8823668899121517855_n

Ciao, mi chiamo Pasquale, sono nato nel 1970 a Cerignola e sono un drogato di libri. Infatti, sin dall’età prescolare, i libri sono entrati nella mia vita con tutta la magia delle storie di carta. Due sono i titoli che ricordo sempre con particolare affetto: Biancaneve e i sette nani, preferito ai giocattoli quando avevo cinque anni, e Madame Bovary, acquistato in edicola con i soldi della paghetta settimanale all’età di quattordici anni. I libri mi hanno accompagnato durante gli anni del liceo, dell’università e del lavoro svolto per dodici anni nella Biblioteca comunale della mia città. Terminata l’esperienza di bibliotecario, ho continuato a farmi di libri. Nel 2009 è stato pubblicato il mio primo libro di racconti. Un libro galeotto, così l’ho definito, che ha favorito l’incontro con alcune associazioni culturali. Da allora non ho più smesso di promuovere la lettura e i libri anche come oggetti. Un giorno un giornalista mi ha chiesto: «Ma lei come si definisce scrittore o lettore?» Indovinate che cosa gli ho risposto? “Sono un lettore con vizio di scrittura!”

Pagina Facebook di Pasquale Braschi

2 thoughts on “Poesia in forma di rosa

  1. Dario

    La Poesia non è soltanto un’esaltazione estetica della parola sottoposta a rigide regole metriche in forma di versi, è anche il raggio di luce che illumina la nostra umanità, rendendo più chiaro

Lascia una risposta