Consigli per scrivere onestamente. Niente trucchi da 4 soldi

Consigli per scrivere onestamenteConsigli per scrivere onestamente

“Non ho niente da insegnare, e non voglio fare prediche. L’unica cosa che so è che voglio scrivere più che posso, e con la maggior accuratezza possibile”

Queste sono le parole che Raymond Carver usa per riassumere il suo credo. Raymond Carver (Clatskanie, 25 maggio 1938 – Port Angeles, 2 agosto 1988) è stato uno scrittore, poeta e saggista statunitense.

 Il suo libretto Niente trucchi da quattro soldi. Consigli per scrivere onestamente

è composto di circa 150 frammenti, ma non ha mai mai la pretesa di ‘insegnare o fare prediche’, ma sono consigli di scrittura che potremmo tenere a mente.

Parto da quello che  contiene una domanda che ogni scrittore dovrebbe porsi:

1. Quando si finisce di leggere un bellissimo racconto e si mette via il libro, ci si dovrebbe fermare un momento, come per riprendersi. In questo momento, se lo scrittore è riuscito nel suo intento,ci dovrebbe essere il senso di una comunione emotiva e intellettuale. O, se non proprio una comunione, perlomeno la sensazione che le disparità di una situazione cruciale ci sono state presentate sotto una nuova luce e questo è per noi un punto di partenza. La migliore narrativa, quella di cui stiamo parlando, dovrebbe provocare una reazione del genere. Dovrebbe lasciare un’emozione tale che l’opera, come diceva Hemingway, diventi parte dell’esperienza del lettore. Altrimenti, sul serio, perché mai si dovrebbe chiedere alla gente di leggerla?

2. Uno scrittore che ha una maniera particolare di guardare le cose e riesce a dare espressione artistica alla sua maniera di guardare le cose, è uno scrittore che durerà per un pezzo.

3. Le parole possono essere precise anche al punto di apparire piatte, l’importante è che siano cariche di significato; se usate bene, possono toccare tutte le note.

4. Uno scrittore in erba ha bisogno di altrettanto, anzi, direi perfino di maggiore, incoraggiamento di altri giovani in procinto di iniziare una processione.

5. Mi piace pasticciare con i miei racconti. Preferisco armeggiare intorno a un racconto dopo averlo scritto e poi armeggiarci di nuovo in seguito, cambiando una cosa qui e una cosa lì, piuttosto che scriverlo la prima volta.

6. Gli scrittori non hanno bisogno di ricorrere a trucchetti e trovatine né sta scritto che essi debbano sempre essere i più in gamba di tutti.

Qui i consigli di scrittura di Tolkien

Vi serviranno questi consigli di scrittura o, almeno, vi hanno incoraggiato?

Scrivetelo nei commenti!

Lascia una risposta