Non è tutta colpa del pipistrello

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Non è tutta colpa del pipistrello è un libro di Fabien C. Droscor. Egli ama definirsi un “novelliere fantasma“, ma in realtà è solo travestito da esordiente e tra poco scopriremo il perché.

Come il rosso ancora vivo nella cenere Lorenzo ritrova un filo di voce: «Ed io che ti volevo salvare». Si alza, prende la foto di Christian Bale e la scaglia per terra. I vetri invadono il pavimento. Una terrorizzata roscia in accappatoio si lancia sul quadro rovinato e lo bacia all’altezza della bocca dell’attore. Il vetro spaccato le ferisce il labbro. Lorenzo, sulla porta, osserva la donna seminuda con il sangue che cola e un quadretto rotto fra le braccia. Un’immagine gotica quasi affascinante se non si trovasse tragicamente coinvolto in tutto questo… Sputa per terra e tira addosso alla Savini le chiavi. Un’ultima occhiata di pietà prima di chiudere la porta di una casa che giura di non vedere mai più. Dalla porta chiusa, un urlo: «Salvati tu, stronzo!».

Fabien C. Droscor, smette solo in parte di essere “fantasma” perchè decide di usare questo pseudonimo (che in realtà è l’anagramma del suo nome e cognome, ndr) per presentare ai lettori l’opera che ha sentito di svelare come sua. Il suo vero nome è, infatti, Francesco Bordi, direttore editoriale della rivista on-line Culturalismi.com e della neonata Culturalismi Edizioni. Prima un master in editoria ed una laurea in lingue orientali impreziosita
dalla permanenza a Parigi durante la tesi, poi il lavoro in diverse case editrici hanno costituito le basi umanistiche del suo cammino artistico. Ed oggi, dopo numerose prestazioni professionali svolte come ghost-writer, è finalmente giunto il momento di firmare la sua prima fatica letteraria.

Di cosa tratta? 

Una donna dalla bellezza devastante ma dalla fragilissima psiche è morbosamente ossessionata dal Batman
cinematografico interpretato da Christian Bale, tanto da toccare picchi di devianze mentali inaccettabili: è la
sensualissima Eleonora Savini. Poi c’è lui, così cocciuto da inseguire un progetto di vita troppo ambizioso
persino per i più abbienti, figuriamoci per Lorenzo Parrini le cui cene sono ormai costituite da crackers,
formaggio ammuffito e, quando va bene, uno yogurt. Finirà per perdere la dignità scomparendo dal mondo,
forse irrimediabilmente… Donatella Rometti invece è arrivata nella capitale da Brindisi in giovane età e
nella Feltrinelli dove ora lavora è famosa per una propensione a portare equilibrio tanto forte da spingerla
perfino a radunare i pezzi di un crudele puzzle esistenziale attraverso una Roma colorita, ma dispersiva ed
una Parigi sempre elegante, ma non estranea alla malavita. Sullo sfondo ci sono loro, maledetti! I libri, una
canzone anni ’80 e le pellicole del cinema: tutti “colpevoli” d’aver scatenato desideri, delusioni ed
incomprensioni in chi pretende di condurre un’esistenza al di là di ciò che il quotidiano propone. I veri
responsabili, però, sono altri: tanto i protagonisti del libro quanto i lettori alla fine dovranno
“universalmente” riconoscere che quanto accaduto tra Roma e Parigi nel 2014 NON È TUTTA COLPA DEL
PIPISTRELLO perché ognuno di noi ne è stato in parte responsabile.

Consigliato! 

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