L’estate del cane bambino

Non perdete la nuova recensione di Pasquale Braschi:

L’estate del cane bambino

L’estate del cane bambino

L’estate del cane bambino di Mario Pistacchio e Laura Toffanello

Recensione di Pasquale Braschi

È l’estate del 1961 quando Vittorio, Michele, Ercole, Stalino e Menego, di età compresa tra i dodici e i quattordici anni, fanno la scoperta più grande della loro vita: “Non si invecchia mai un po’ alla volta. C’è un momento preciso, nella vita, in cui ti accorgi che è successo. È una certezza, e non contano gli anni che hai” (pag. 61). L’estate del cane bambino di Mario Pistacchio e Laura Toffanello (66thand2nd, 2014, pp. 218, euro 16) racconta le vicende della scomparsa misteriosa del piccolo Narciso, fratello di Ercole, un evento sinistro che sconvolgerà l’intera comunità di Brondolo, un paesino veneto, e che trascinerà il gruppo dei cinque amici in una complicata indagine che metterà in contrapposizione due mondi, quello dei bambini e quello degli adulti.

“Di tutti i sogni che avevamo non è rimasto nulla” (pag. 137) dichiara Vittorio Boscolo, voce narrante del romanzo, diventato capitano dei Carabinieri della stazione San Carlo di Torino anziché pescatore (come aveva spesso immaginato da bambino). Dopo cinquant’anni dall’evento drammatico basterà il ritrovamento di alcuni disegni a riaprire ferite mai rimarginate.

Sollecitato da Michele, che nel frattempo si è fatto prete e conduce la parrocchia del loro paese natio, Vittorio avrà il compito di ricostruire gli avvenimenti salienti della propria infanzia e di quella dei suoi compagni di giochi nella speranza di scrivere in una paginetta tutta quella maledetta estate. E così pensa di prenderla “un po’ alla larga, iniziando forse da una partita di pallone, passando per la notte in cui eravamo andati a Sottomarina, senza dimenticare le figurine Panini. Ci avrei messo dentro la leggenda della valle dei sette morti, l’arresto e il rilascio di Menego, Narciso che si era trasformato in Houdini ed era diventato mio amico” (pag. 124). Pagina dopo pagina i segreti vengono a galla con la stessa potenza tragica e dolorosa dei proiettili, come i tappi di sughero affogati in una bacinella d’acqua: “È bastata una notte a trasformarmi in un vecchio con tutta la vita ancora avanti. Una notte di pesca e di vendetta. Una pistola. Uno sparo soltanto” (pag. 62). I bambini di ieri dovranno fare i conti con se stessi, gli adulti di oggi, “Avevamo imparato da parecchio a non dire mai ai grandi tutta la verità e a tenere per noi i nostri segreti, perché quelli sapevano solo approfittarsene” (pag. 65), e ricorrere alle bugie per continuare a nascondere i segreti nell’omertà, diventata uno stile di vita obbligatorio per tutti.

La maturità e la consapevolezza aiuteranno i protagonisti a capire il senso di tutta la vicenda: “Vendicarsi, perdonare, essere perdonati” (pag. 207).

Gli Autori, attraverso un collaudato sodalizio artistico, sono riusciti a fondere così bene i loro stili che si fatica a credere che questo romanzo avvincente sia il risultato di un lavoro a quattro mani.

Un libro da leggere. Assolutamente!

 

Mario Pistacchio è nato a Cerignola nel 1979, Laura Toffanello a Torino nel 1970.

Con Il volto del diavolo sono stati finalisti al Premio Solinas “Storie per il Cinema 2010”.

L’estate del cane bambino è il loro primo romanzo (candidato al Premio Strega 2015 e fra i tre finalisti del Premio John Fante “Opera Prima” 2015).


 

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