Costellazione di brufoli di Mauro Colarieti

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Costellazione di brufoli di Mauro Colarieti
La ricchezza della diversità

Costellazione di brufoli recensione

Recensione di Pasquale Braschi

“Conquista te stesso, non il mondo” diceva Cartesio, una citazione riportata nel romanzo e che potrebbe, come una cassaforte, custodire la vera ricchezza di Costellazione di brufoli di Mauro Colarieti (Lettere Animate, 2015, Ebook, pp. 418, euro 1,99).

Ambientato tra Brescia e Bergamo, la trama ruota intorno a una costellazione di Artisti del Retrobottega, una vera e propria mafia di liceali gay – di pura invenzione narrativa – che vive la propria adolescenza attraverso le esperienze al limite tra identificazione sociale e definizione personale: “Non è sempre facile sapere chi sei e cosa vuoi, perché allora non hai più scuse quando non fai di tutto per ottenerlo” (altra citazione, questa volta tratta da Boy Meets Boy di David Levithan). A narrare le vicende sono Fabrizio, Lohn, Luca, Giulio e Vincenzo, ma soltanto i primi due rivestiranno un ruolo principale rispetto a tutti gli altri, compresi i personaggi secondari. Attraverso il racconto corale delle loro vite il lettore potrà cogliere alcune tematiche di questo romanzo, tra cui il bullismo e l’amore.
Lohn, “quel ragazzone un po’ strano che sta sempre da solo”, sarà oggetto di scherno da parte dei suoi coetanei prima per l’evidente obesità, poi per la sua omosessualità. “Tutti hanno pure il coraggio di definire l’adolescenza come il periodo più bello della vita. Insomma, che esistenza di merda mi aspetta”, pensava Lohn. Ma seppure consapevole di “quanto possono essere cattivi gli adolescenti, io stesso lo sono”, la sua maturità avrà il sopravvento sulla superficialità di pensiero e reagirà alla vita con l’amore: “Ho bisogno di qualcuno che si preoccupi per me, dato che quando sono io a preoccuparmi degli altri o di non creare casini, finisco solo per fare del male a me stesso”. E saranno proprio le storie d’amore a intrecciare le loro esistenze, rese fragili anche dalla carenza d’affetto e dalla mancanza di un dialogo aperto con gli adulti, in primis i genitori, “Siamo adolescenti complessi, composti da piccoli ma grandissimi dolori e insoddisfazioni”.
Mauro Colarieti sposta il suo punto di vista sulla diversità, intesa come arricchimento di conoscenza reciproca del “diverso da sé”, con l’intento di vedere riconosciuta e affermata l’uguaglianza tra le persone. In quest’ottica persino l’omosessualità, espressa e vissuta con naturalezza, sembra passare in secondo piano, anzi se ne parla con un tale coraggio che si stenta a condividere la riflessione di Lohn: “Non metto in dubbio che esistano persone che non si facciano condizionare dall’orientamento sessuale dei propri amici, ma in questa società credo siano una forte minoranza, soprattutto in Italia”. Il bullismo diventa lo sport di chi non trova il tempo per dedicarsi a se stesso, per migliorarsi, per aprirsi al mondo. Un passatempo pericoloso che nell’Era dei nativi digitali si manifesta anche sulla rete internet inquinando i social network.
Un romanzo ricco di riferimenti ai testi di canzoni, ai titoli e ai personaggi di libri, classici e contemporanei, tra cui Gli sdraiati di Michele Serra. Ed è proprio agli sdraiati che l’Autore si riallaccia per ribadire e per difendere la propria generazione, generalizzata e stereotipa dagli adulti, “Perché noi adolescenti non siamo deboli, pretendiamo tutto senza dare niente, e usiamo i nostri istinti per ficcarci in guai più grandi di noi. Rendiamo le nostre vite un qualcosa di molto simile a una gigantesca costellazione, una rete stellare che tutti possiamo osservare e in cui tutti, più o meno, possiamo rivederci”.
L’ironia, il sarcasmo, le similitudini rendono l’intreccio interessante e appassionante. La scrittura, rispettando le tre “e” della comunicazione (efficacia, efficienza ed economicità), è quasi rappresentativa del linguaggio sintetico giovanile. Un linguaggio che però dà importanza e valore al significato delle parole che mai vengono sprecate. Nonostante l’imprevedibile epilogo, tra illusioni e nuove speranze, i protagonisti di Costellazione di brufoli continueranno a crescere e a esplorare la vita “Perché, in fondo, cos’è la felicità se non il ricevere cose che non si sarebbe mai pensato di avere?”

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Mauro Colarieti nasce il primo Aprile del 1997, nonché anno della pecora Dolly, di Titanic e di Google. Abita a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, dove tutt’ora frequenta il liceo.
Nel giorno del suo diciottesimo compleanno pubblica “Costellazione di brufoli” (Lettere Animate Editore, 2015), il suo romanzo d’esordio, nonché primo capitolo di una trilogia.


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