Spazio recensioni: Abissi di Carolina Pelosi

Inauguriamo oggi un nuovo spazio su scritto.io dedicato alle recensioni di Pasquale Braschi.

Innanzitutto ve lo presento: Pasquale Braschi è nato nel 1970 a Cerignola
(FG). Da qualche anno organizza, modera e presenta
incontri letterari con il supporto di alcune associazioni culturali, tra cui il Centro di lettura Globeglotter di Trinitapoli. Collabora con i siti Santippe e PugliaLibre occupandosi di recensioni di libri. Esordisce nel 2009 con “Viaggio fantastico” (L’Autore Libri), a cui hanno fatto seguito “Il segreto della torre” (Edizioni La Zisa, 2013) e “Per un pugno di terra” in collaborazione con Paola Grillo (Il Castello Edizioni, 2014).

Di Pasquale Braschi, su scritto.io, avete già letto la recensione di  Ultimo piano (o Porno totale) di Francesco D’Isa.

(Qui il link: http://blog.scritto.io/2015/08/newslibri/)

Oggi vi proponiamo la sua recensione di

Abissi di Carolina Pelosi

IL LIBRO. La vita mette a dura prova. Sempre e comunque. C’è chi riesce a sopravvivere facendo delle proprie cicatrici un memento alla fragilità e all’effimera inconsistenza della serenità. C’è chi abbraccia i buchi profondi che il dolore ha scavato nel suo animo e tenta di andare avanti circospetto e all’erta. E c’è chi ci muore. Dieci racconti brevi in cui l’autrice esplora la sofferenza, la devastazione sia sul piano fisico che mentale e per farlo si serve di una carrellata di personaggi indimenticabili, ognuno dei quali affronta in modo univoco le difficoltà, il dolore, le reazioni al cambiamento, le vittorie e le sconfitte. Personaggi sempre al limite della sopportazione e chiamati a far fronte a drastiche conseguenze.

abissi di carolina pelosi

 

Abissi di Carolina Pelosi

Recensione di Pasquale Braschi

Sembra che il titolo voglia suggerire l’idea della profondità degli oceani, invece offre un’immersione avventurosa nei meandri bui e perigliosi della psiche umana. Un viaggio che dura dieci racconti, giusto quelli contenuti in Abissi di Carolina Pelosi (Giovane Holden Edizioni, 2015, pp. 79, euro 12, e-book disponibile), legati tra loro da un filo conduttore: la vita e le sue difficoltà. “Quando poi la tua vita si rompe tu non sei più tu, vedi tutto diversamente. Ti senti pure inutile, ogni tanto. Ma non ti importa più di niente, della gente, del tempo che passa, del sole.” (p. 36). Persino i pazzi, in manicomio, possono diventare qualcun altro: “non erano pazzi, non erano diversi, non erano anormali. Erano abbandonati” (p. 27).

La perdita del lavoro, la crisi familiare, la fine di un matrimonio, la dipendenza dal gioco, i soldi presi in prestito da usurai, la pazzia, il tumore, l’Alzheimer, la schizofrenia, l’amore, la morte, la poesia si alternano abilmente prendendo forma e consistenza dalle vicende personali dei numerosi protagonisti di questo libro, “vivere nel terrore è peggio che morire” (p. 43). La morte fisica è l’alternativa alla non vita dell’anima in una società distratta che annega nella solitudine della quotidianità. Da un lato c’è la voglia di fidarsi subito degli altri, senza riserve, dall’altro la paura di non riuscire a mantenere in vita un legame sentimentale a causa delle delusioni subite.

Soltanto “Nell’amore non c’è miseria, non c’è il terrore. L’amore non svuota il cuore così” (p. 26). Nonostante il pessimismo stenda la sua ombra angosciosa sulla mente umana, il desiderio di una seconda possibilità si fa largo tra una folla di pensieri per ricordare che: “Devi smettere di pensare al passato. (…) Devi tagliare tutto, far morire tutto, e ricominciare. Soltanto un taglio e basta” (p. 46). Dieci racconti da leggere tutto d’un fiato, un concentrato di parole che celano, tra il cinismo e la spietatezza della finzione narrativa, la profondità di pensiero e la sensibilità d’animo di una cultrice della scrittura.

CAROLINA PELOSI è nata nel 1992, a Foggia. Ha vissuto con la sua famiglia a Orta Nova (Fg) e, dopo il diploma di maturità scientifica, si è trasferita a Napoli per iscriversi alla facoltà di Lingue e Letteratura Straniere presso l’Università degli studi L’Orientale. Attualmente vive a Torino, dove studia scrittura creativa presso la Scuola Holden.
Carolina legge molto. Legge soprattutto per evadere dalla propria tristezza. Si è avvicinata alla scrittura dalle scuole elementari, cimentandosi nella composizione di una poesia sul Carnevale, adottata poi da tutta la classe, e da allora non ha più smesso di scrivere. Tra i progetti futuri c’è posto anche per un romanzo psicologico.

 Pagina Facebook di Pasquale Braschi:

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Profilo personale:

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