poesie

Via alle votazioni! #sestotema

Siete pronti? Via alle votazioni!

Le liriche saranno pubblicate senza il nome dell’Autore per evitare eventuali condizionamenti.

Gli Autori che hanno partecipato dovranno, come sempre, inviare un messaggio alla pagina Facebook di scritto.io indicando il numero ed il titolo della poesia che intendono votare ENTRO IL 19 MAGGIO.

I lettori potranno votare lasciando un commento sotto questo articolo ed indicando numero e titolo della poesia preferita.

I voti dei lettori saranno sommati e costituiranno un unico voto a favore dell’ Autore più votato (es. la poesia di Caio riceve 3 voti dai lettori; la poesia di Tizio 2 voti= Caio riceve un voto dai lettori).

La poesia più votata in assoluto entrerà a far parte dell’antologia di scritto.io.

Buon viaggio tra i versi!

1) Titolo: Poesia

Come una lama spada impugnatura,
muova la penna sul nero foglio,
sfigurandomi cuore e mani
sulla superficie delle mie lacrime.

2) Titolo: Manifesto programmatico dell’instabile lunatico

Rivendico il diritto all’umana stupidità
Che mi affligge di tanto in tanto
Il diritto alla solitudine
Che mi fa scrivere poesie inutili,
Il sacrosanto diritto alla momentanea apatia
E quello alla atarassia,
Rivendico il diritto all’imperfezione quotidiana
Della felpa non abbinata.

Rivendico il diritto di sentirmi stanca
E quello alle immancabili giornate grigie,
Perché non sempre si vuol essere compresi.
Rivendico il diritto di sentirmi un po’ Frida Kalho
Quando ho le sopracciglia incolte
Per la pigrizia di una settimana.

Rivendico il diritto al divano il sabato sera,
Quando preferisco un libro, un letto, un gatto
Al gin lemon del locale in centro.

E mi riservo il diritto di ignorare
Chi si attribuisce l’ingrato compito
Di applicare etichette comode all’umanità
Con l’illusione di comprenderla meglio.

E, ancora, mi riservo il diritto di essere
Fuori tempo
In ritardo rispetto alla media nazionale
Di non piacere a tutti
Di non rientrare nei canoni
E nei jeans dopo le feste.

E poi mi arrogo il diritto
Di non avere sempre un’opinione
Di non trovare le parole
Di sbagliare le virgole
E di non ricordarmi un nome famoso o la data importante
Di non condividere la solennità di qualche ricorrenza.

Infine reclamo il mio diritto ad essere,
E periodicamente a non essere
Perché questo, come sempre, è il problema.

3) Titolo: A mia madre

Sento la tua andatura che si trascina in un tempo immobile.
Il sorriso rende intatta la tua bellezza.
Vieni più vicino, voglio abbracciarti una, due, cento, mille volte.
Farò piano, sarà l’abbraccio di una piuma,
la coda di un pavone che ti sfiorerà con la sua regalità.
Vieni più vicino,
colora con i tuoi occhi verdastri quelli miei così oscuri.
Porta un po’ di luce a questa vita buia.
Voglio baciarti, una, due, cento, mille volte,
saranno baci lievi,
soffio di un vento di primavera.
Il muovere del grano con una carezza.
Vieni più vicino, voglio prendere tutti i tuoi affanni,
portarli nella mia valigia delle cose inutili.
Togliere le righe dal tuo viso.
Vieni più vicino, voglio darti le mie gambe per portarti in volo nei paesi occupati dal sole.
Voglio cantarti una ninna nanna
e rendere leggeri i tuoi anni di indomito dolore!
Vieni più vicino, voglio raccontarti il seguito della mia vita,
a bassa voce, per non assordarti con il rumore della mie parole.
Vieni più vicino, tu, l’amore della mia vita.

4) Titolo: Sono qui.

Non mi cercare in un libro senza anima,
pieno di polvere e abbandonato;
Non mi cercare in un pezzo di carta bagnato dalle lacrime,
strappato e poi gettato;
non mi cercare nel dolore di una poesia struggente,
perche sono quì in mezzo alle righe,
riflesso nei tuoi occhi,
seduto sull’apostrofo della parola T’AMO!

5) Titolo: Così simili, così diversi.

Siamo satelliti fluttuanti nello spazio
e rondini che volano nel tempo
dove vogliono,
con chi vogliono.
Ma ritorneremo sempre da noi stessi.
Siamo come foglie
che appese ad un albero
si danno importanza
E poi,
per un capriccio del vento
Cadiamo per terra
ad essere tanti come altri.
Siamo mille colori in una giornata
E nientaltro che scintille
che esplodono in una sera del 20 ottobre.
Siamo melodie ricordabili
E suoni fastidiosi.
Siamo il sapore giusto ad ogni bacio
E la nausea a venire alla bocca dello stomaco.
Siamo coccinelle che ci portiamo fortuna
E gatti neri che ci tagliamo la strada.
Siamo troppo forti per amarci
E troppo deboli per dichiararlo.

Possiamo essere tutto nella vita
Se l’affrontiamo mano nella mano.
Possiamo attraversare inferni
E tempeste ammaestrate,
Se solo tu lo vuoi.
Se solo mi dicessi che lo vuoi,
Farei di te
Respiri di platino e meraviglia
ogni volta che vivrò.

6) Titolo: Fluttuano impercettibili particelle di odio.

Fluttuano impercettibili particelle di odio… mescolando se stesse all’amore e al desiderio.
Volteggian nell’aere libere di colpire, uomini, donne, su tutti ad infierire.
Non un rimpianto nessun lamento, l’odio pervade le menti portando gran tormento.
Anime straziate, logorate dal tempo, sensazione impalpabile, ma non per chi c’è dentro.
Le Tenebre cullano il dolore lancinante, abbraccian i disperati, le anime dannate.
Coccolano la follia che ognuno possiede, varcano la soglia, e nessuno vi intercede.
Divengono partecipi del nostro dolore, compagne, amanti, divino confessore.
Partorite dall’Oscuro, che di esse si delizia, si radicano nelle menti, mostrandone la giustizia.
Rispecchiatevi in ciò che dirò, o deboli mortali, codesto che sto per narrarvi noi tutti rende uguali.
La paura di morire voi tutti fa tremare, fermatevi a capire, se questo è il peggior male…
Guardatevi dentro, siete colmi di dolore, sofferenza per passione, fallimenti, o venefico rancore.
La vita vi ha castigati portando gran tormento, camminate come fantasmi, piangete sorridendo.
Guardate la vostra via, si sgretola sotto i piedi, i sogni,i progetti, lasciateli agli eredi.
Non vi sono gioie che potrete mai provare, se non subito dopo la sensazione di crollare.
Cadrete in un baratro logoro e profondo, scavato da voi stessi, illusi da questo mondo.
Vedrò le anime schiantarsi andando in frantumi, osserverò i pezzi e del sangue i piccoli grumi.
Un sorriso abboccante pervaderà il mio viso, sfociando in una risata, rammenterò l’avviso.
Non vi saranno mani tese ad aiutarvi, perchè la vita è questo, è fatta per annientarvi.
Le anime più fragili cadranno in depressione, creandosi da se dolore e distruzione.
Nessun potrà ridarvi ciò che vi è stato tolto, lo spirito, l’anima, il sogno oramai morto.
Quando i peggior momenti vedrete oltrepassati , attenti a sospirar, verrete lì ingannati.
Lo sguardo oltre le Tenebre mai più andrà rivolto, oramai è lì che il vostro animo Egli ha sepolto…

7) Titolo: Gabbia di vetro.

Animale dello zoo degli uomini
Prigioniero di una gabbia di vetro
Mi nutrono di risate blasfeme
Figlie della mia imperfezione
Al signore del cielo vicino elevano preghiere
E nel suo silenzio leggono la mia condanna.

8) Titolo: L’offerta.

Tu sei
abissi d’occhi e luce grave
e mani d’agile eleganza
bocca sfrontata
linea nobile del naso
sul mento
orgoglio d’aquila.
Improvvisa
la mia impennata di fuga
che il tuo tenero scettro
nuovamente cattura.
Mi frughi
ardito avventuriero lungo le mie morbide scogliere.

Ed ora
che sono il tuo libro
tracima su di me
con le tue storie.
Strappami ,
distillami
i colori miei che tu agognavi
e che ancor non conoscevo.

9) Titolo: Anima

Fu in un pomeriggio
di aprile:
i tuoi giochi bambini
mi innamorarono.
Ornati del tuo spirito
erano i rami del pesco,
l’aria ventosa,
le ombre frondose.
Ornati di te erano i rami
del pesco
e la tua risata balla
ancora,
insieme a loro.

10) Titolo: Folle di sogni.

Amore,mi sei negato,
ti cerco tra le stelle, e
il mio cuore ti aspetta nella canzone, vieni!
Il dolce vivere delle giornate desidero,
desidero la tua imagine.
Perché non sorgi come l’alba?
La scatola dell’anima te la apro, entra!
Essere delicato trova rifugio
tra le mie caldi mani
e respira il profumo dell’immortalità.
Vieni a cibarti con la mia essenza.
Io,Sole sono sul cielo dell’attesa,
Luna, perché tardi ad arrivare?
Nella notte,il pensiero mi porta
verso bianche terre, imperscrutabili.
Veglio sopra le nuvole, e
il vento instancabile imita la mia voce;
profumati fiori ti regalerò .
Il mattino pagano mi guarda adesso,
dicendomi tra i raggi di luce:
“Giovane, tu sei folle?”
L’ego passivo risponde:
“Si,sono un folle di sogni!”

11) Titolo: Sensazioni

Il mio cuore
avvolto
dalle tue mani
che, nel sogno,
dolcemente
mi sfiorano il viso

…..E vivo
questo istante
d’amore
stretta
in un abbraccio
senza braccia
e in un bacio
senza labbra….

12) Titolo: Il sorriso stampato

Lascia che il tuo sorriso rimanga sempre acceso,
non permettere alle lacrime di spegnerlo,
il mondo resterebbe al buio senza la luce del tuo sorriso.

13) Titolo: Tu onda ed io scoglio.

Tu onda ed io scoglio;
all’improvviso ti avvicini,mi sconvolgi con la tua spuma;
con la tua freschezza mi rigeneri dal calore
impresso in me dal sole amaro della vita…
e poi torni nel tuo mare…
e mi lasci li…a pensare,
a quando mi r’infrangerai nuovamente
ma per restare mia..per sempre.
E qualcuno mi potrebbe dire giustamente e’ un’idiozia…
perche’ nessun onda uno scoglio e’ mai riuscito a fare sua.

14) Titolo: Se i giardini del mondo avessero un nome.

Se i giardini del mondo avessero un nome
non cercherei la geometria del pistillo
ma la lingua vellutata del petalo
che racconti il silenzio della terra da cui nasce.
Chiederei se nell’umida incubatrice in cui il vento sparge i suoi semi
il marrone è una patina tiranna
o se i colori esplodono omogenei
nel pigro girotondo del verme,
nella trasparenza delle sfere d’acqua,
nel becco d’uccello che scalfisce la lentezza della nascita.
Non chiedo un catalogo di esseri viventi
ma una storia da scovare in uno stelo,
nelle piccole fibrose vertebre
che fanno lo scheletro dei mille occhi di clorofilla.

E se fossi lontana dalla culla di ciò che sono stata
basterebbe un pugno di terra agrodolce a ricordare chi sono,
distesa tra gli anni della mia vita in un sarcofago di ricordi
leccando vecchie scaglie di legno tra i capelli
tra i nuovi rami leggeri soffiati via dal destino che cambia.

Nei giardini del mondo respiro la polvere del polline,
scansando quel bacio di miele
sbavato falsamente sulla bocca delle api.
Seguirò la strada soffice battuta dalle stagioni
in un paesaggio in mutamento dentro di me.

15) Titolo: Piogge lucide

Dentro occhi di luce nera
rivedo scale già percorse,
Private del giusto tempo per contarle.
Dentro un abito bianco,
i sogni frettolosi di Daniela senza mani vellutate.
Percorro strade senza muovere muscoli,
presumo e sottolineo con tratto sempre più incerto,
Mentre ricci ed ore da timbrare in lingue lontane
scorrono in salmi d’angoscia e futuro.
Domani,
possa giungere in silenzio e non per sbaglio.

16) Titolo: Risveglio.

E’ mattina
il sole entra allegro a pallini
e sul muro della mia stanza
fa tanti disegni
a forma di granellini.
Una carezza mi sveglia
mi riavvolgo nel mio sonno
ma sono felice di sentire
che è iniziato un nuovo giorno.
La vita oggi non va di fretta
in casa ancora c’è chi sonnecchia
sento odore di colazione in cucina
com’è bello
è domenica mattina.


 

98 thoughts on “Via alle votazioni! #sestotema

    1. Oh my gosh, Susan’s version is GORGEOUS! Just what I needed to see to kick me into gear and make it! Now where did I put that pattern? Thanks for the review. I was really puzzling over which version to make and which version was shown on the pa208rn&#et3t;

    1. The title words always brings back the carol and that brings back the sound of a Salvation Army brass band playing the tune.A qutenessntiially Christmas memory to match the picture.

    1. Así es Riverita, hubo las siguientes miradas que me denaoncertcros: cuando estuvo acostado en el sofá, cuando apareció con la enfermera y luego cuando entró en el momento del traslado, fueron miradas que descolocaron de Victoria. Y la pregunta a Luciana, desconciertan, pero después con su proceder hacia Marcos nos mata.

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