Un giovane scrittore ma di grande talento: Matteo Rolleri ci presenta il suo primo romanzo dark.

ESTRATTO DAL LIBRO DI MATTEO ROLLERI:

“Avvicinati, non puoi farne a meno” era come un sussurro nella testa, “nutriti dell’essenza di morte presente nell’aria.” Ora che ci facevo caso, da quando ero entrato nell’obitorio era come se la stanchezza ed i pensieri si erano secondo dopo secondo sciolti, sentivo un potere dentro di me crescere come le radici di una quercia, profonde e resistenti. Decisi di avvicinarmi, mi feci coraggio ed alzai il lenzuolo.


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L’AUTORE: Matteo Rolleri nato a Piacenza, è sempre stato circondato e attratto dall’arte, infatti si è diplimato al Liceo Artistico. Come  pennellate i suoi sentimenti hanno preso forma nelle raccolte “Quello che gli occhi non vedono” ed. Albatros e “Il Segreto delle Labbra” ed. RupeMutevole. “Death: Il Tocco” è il primo libro della serie “Death”, la sua prima trilogia narrativa.

Abbiamo fatto un po’ di domande a Matteo per voi:

Quando è nata la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura è nata circa sette anni fa, quando attraverso i primi versi e le prime poesie che usavo per esternare il mondo che tenevo dentro e rendevo invisibile agli altri. Ogni occasione era uno spunto per poter scrivere ed estraniarmi per un pò dalla realtà ed entrare nel mio mondo “immaginario” lontano da tutto e tutti. Da lì è stato sempre un salendo, leggevo e leggo un sacco di libri, si può dire che sono drogato di lettura. La decisone di fare di questa passione un qualcosa di più concreto è arrivata dopo la morte di una mia grande amica, per me lei era fantastica, aveva una fantasia ed un’immaginazione che segretamente ammiravo ed invidiavo. Non si preoccupava di quello che la gente potesse pensare era semplicemente lei, e da quel momento ho fatto in modo di esternare questo mio mondo interiore.

Sapresti definire che cos’è per te “scrivere”?

Scrivere per me è una liberazione, lasciare scorrere il fiume dentro me e fare in modo di gestirlo per creare qualcosa di sempre nuovo. La scrittura è un’arte, ognuno di noi la esprime in modo differente, attraverso le foto o la pittura, tutti noi l’abbiamo dentro solo che molto spesso la lasciamo lì, invece dobbiamo lasciarla uscire. Se il mondo non vivesse di arte molte delle cose create e belle che noi conosciamo nemmeno esisterebbero. Per me la scrittura è questo, qualcosa di bello ed unico sul quale ognuno di noi può costruire il suo mondo.

Di cosa tratta il tuo libro oltre a quello che il titolo ci suggerisce?

Il titolo tratta della crescita interiore del personaggio, Sebastian. In lui c’è un’evoluzione che lo accompagna per tutte le pagine del libro. Ho scelto di dargli sedici anni perchè in quell’età si inizia a capire meglio il mondo che ci circonda, a pensare al futuro e cosa si può fare di noi stessi. Sebastian cerca di capire cosa fare di se stesso e di quello che il destino gli ha fornito, lotta contro di esso cercando di rimanere nella bolla di sapone nella quale era vissuto fino ad allora.

Sei passato dalla poesia al genere dark. Cosa ti affascina di questo genere?

Sinceramente il genere fantasy mi ha sempre affascinato ed in esso riesco a fare viaggiare la mente. Però non volevo creare un sinonimo di quello che già è stato scritto, ho voluto creare un genere a parte. Parlare di Morte non è stato semplice specialmente per non estrare nel banale e rendere la cosa da un lato più leggera, ho scritto tante volte interi pezzi del libro, cambiando e cancellando intere parti. La storia di Sebastian e dei Guerrieri della Morte mi è venuta in mente un giorno al lavoro, ho pensato che poteva essere un buon punto su cui sviluppare il progetto e così è stato. Il lato dark del libro è venuto da solo, scrivendo la loro storia, i personaggi mi sembrava dicessero quello che dovevo fargli fare o dire, ed ecco che è nato Daeth- Il Tocco. Ho fatto ricerche per capire come poter affinare le caratteristiche della Morte e dargli un nuovo volto, renderla alleata ma allo stesso sempre nemica. Arrivando da un genere che analizza ed estrapola l’amore e la sofferenza che nella vita si può provare, infatti le mie poesie sono su questo genere, è stato facile entrare nel mondo dark.

Hai intenzione di cimentarti in altri generi?

Ho tante idee nella testa e sono tutte di genere differente. Mi piace spesso cambiare anche nella vita, non sono una persona monotona, amo spaziare, nelle amicizie come nell’amore, nel lavoro come nelle scelte di vita. Ovviamente per portare avanti argomenti differenti ci vuole un buono studio che sto eseguendo, per ampliare il mio raggio di azione e conoscenza per poter affrontare tante cose differenti.

Quali sono i tuoi progetti più imminenti e cosa sogni per il tuo futuro?

I progetti imminenti sono la scrittura del secondo libro della trilogia Deaht e la terza ed ultima raccolta di poesie. Finiti questi penso che inizierò a sviluppare alcune di quelle idee che ho nel mio pentolone e poter creare qualcosa di nuovo per me ed i lettori che mi seguono e mi danno la forza di andare avanti grazie ai loro commenti.


Aspettando di leggere il secondo libro di Matteo Rolleri, vi ricordo che potete  leggere molte sue poesie anche su www.scritto.io

 

 

 

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