L'egoismo del respiro

L’ egoismo del respiro. Intervista a Giada Strapparava.

L’egoismo del respiro è il romanzo d’esordio di Giada  Strapparava, nata il 21 Giugno del 1994, in provincia di Verona. Giada è una grande appassionata di criminologia, mentalismo, medicina legale e naturopatia.

IL LIBRO.

Cuoco in una tavola calda a Sacramento, ottimo amico per i colleghi e quasi un figlio per i titolari. Una vita normale e soddisfacente se non fosse per l’innato istinto omicida e un personale senso di giustizia: Colton Miller è un’anima selvaggia, che ama uccidere i peccatori e che si diverte a cercare lo sgomento negli occhi delle sue vittime, decifrandone gli ultimi inutili pensieri; un’ombra tormentata dagli orribili e confusi ricordi d’infanzia, in cui la violenza tocca gli apici dell’inconscio e si mischia all’angoscia più profonda. Ma il passato non è l’unica cosa da cui scappare. C’è qualcos’altro, lì fuori: una minaccia. Un’entità che inizia a tormentarlo; qualcuno disposto a schiacciare chiunque si metta sulla propria strada. In tutto questo chi è la vittima e chi il carnefice? Ma sopratutto, dove finisce l’agonia e inizia il piacere?!

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 Abbiamo fatto qualche domanda a Giada:

Colton Miller è il protagonista del tuo libro. È frutto di fantasia o hai preso spunto dalla realtà?

Colton Miller rappresenta l’esatto prototipo dell’essere umano. Interpreta l’egoismo, che si trasforma in forza, che finisce per essere debolezza. È frutto di un lavoro di introspezione che ho fatto su di me e che ho poi proiettato sul mondo. Narro sotto la voce di una mente criminale e psicopatica quello che il mondo vive quotidianamente, ma che non ha il coraggio di accettare. L’egoismo del respiro non è altro che un flusso di bisogni che ha creato l’uomo per sentirsi continuamente appagato di un qualcosa che in realtà non esiste.

Quanti Colton Miller ci sono secondo te?

Rispondere tutti sarebbe stupido, in quanto Colton Miller rappresenta almeno per un secondo ogni individuo, solo che le persone non lo ammetterebbero mai. Il sentirsi debole abbatte, come il sentirsi pazzo. Ma ognuno di noi nel suo piccolo si è sentito almeno per un breve tempo corroso dalla vita, dall’egoismo dalla vita e dalla grande tristezza di non essere capito e questo genera rabbia, ma ammettere di essere sull’orlo della pazzia crea vergogna. Colton Miller non rappresenta altro che le debolezze dell’uomo, racchiuse in un essere che cerca di rincorrere un’ideale che è impalpabile come l’aria.

Chi sono i peccatori per Colton Miller?

Colton Miller odia principalmente l’ipocrisia e i limiti che l’uomo si inserisce nella mente e che poi non rispetta. Odia vedere i grandi valori persi nel tempo e le idee rendersi impalpabili come l’aria. Anche se poi, lui come esatta rappresentazione umana è il primo a peccare, ma qui sta il senso: l’egoismo dell’uomo di non accettare i suoi limiti e di vedere come potenziali peccatori altri uomini che non sono altro che il riflesso di se stesso. L’uomo è in continua lotta con il mondo, perché non fa altro che puntare il dito contro gli altri sapendo perfettamente che il focolare maligno parte proprio da lui.

Da quanto tempo scrivi e cosa rappresenta per te?

Scrivere in maniera ufficiale quasi tre anni, ma è sempre stato per me l’unico modo per affrontare i problemi e i dolori. A volte parlare mi è impossibile, perché nella mia testa i pensieri si creano degli schemi propri e finisco solamente per non spiegarmi affatto. Ho iniziato a scrivere sin da bambina con il diario, ed è stato l’unico modo che avevo per riuscire a capirmi.

Quali sono i tuoi progetti più imminenti? 

Il mio secondo romanzo è già sotto ai ferri. Anticipo però, che non si tratta del continuo de L’egoismo del respiro,  perché rimarrà per sempre autoconclusivo. Il continuare a scrivere rientra nei miei bisogni, piano a piano sto trovando la mia strada e sono sicura di voler approfondire e lavorare su tematiche forti e temi violenti: sopratutto studiare il sottile filo della mente, dove se oltrepassato si entra nell’abisso della malattia. Sì, le malattie mentali mi affascinano parecchio e ho diversi libri in mente che progetterò tenendo fede a queste. Credo che scrivere thriller psicologici oltre ad assere estremamente meditativo ci insegni anche quanto è grande la nostra fragilità.

Dicono del libro: “È particolarmente difficile descrivere questo romanzo, forse impossibile. “L’egoismo del respiro” è un viaggio complesso ed estremamente affascinante, che ci obbliga a vedere il mondo attraverso gli occhi di un mostro: è un mondo sporco, reale e pieno di insidie.
Un mondo pregno di violenza e paura, in cui si muovono personaggi costruiti con una cura a dir poco maniacale. Ogni piccolo dettaglio va pian piano a comporre un mosaico di orrore e mistero; nulla è lasciato al caso, e il grande studio che c’è dietro ogni singolo evento si fa sempre più evidente man mano che si procede nella lettura. Pagina dopo pagina si è catapultati nella vita di un efferato serial killer, in un crescendo di situazioni imprevedibili che spiazzano anche il più smaliziato dei lettori. “L’egoismo del respiro” è una dose di emozioni sparata dritta nelle vene: la violenza sa essere estrema, degna del miglior “American psycho”, ma sempre coerente e funzionale alla trama; l’erotismo è letteralmente alle stelle, elemento sublime, psicologico e incredibilmente coinvolgente.
Il rapporto di odio e amore che si instaura con il protagonista delle vicende è la vera forza del libro: saremo lì accanto a lui in ogni momento, vivremo sulla nostra pelle ciò che gli succede, e proveremmo i suoi stessi sentimenti, quelli belli e quelli brutti. Noi non leggeremo, semplicemente, di Colton Miller. Noi SAREMO Colton Miller”.


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